DEI RE D'INGHILTERRA dal parlamento sussidii per tale spedizione, s’imbarcò con truppe e approdò il 6 ottobre 1492 a Calais donde condusse la sua armata davanti Boulogne per formarne l’assedio. Ma ben tosto sotto pretesto che la piazza era più forte e meglio provveduta di quello erasi creduto per lo innanzi, che prossimo era il verno e che le sue truppe mancavano di viveri per sussistere in quella stagione, die’ ascolto a proposizioni di pace che gli vennero fatte da persone autorevoli da lui corrotte. Il re di Francia Carlo Vili tutto uccupato nel progetto del conquisto di iNapoli non domandava nient’altro che di rispedirlo prontamente nella sua isola. Con trattato concluso il 3 novembre dell’anno stesso tra Riccardo Fox e Desquerdes, loro respettivi ambasciatori, Carlo promise ad Enrico la somma di settecentoquaranta-cinquemila scudi per le spese della guerra e venticinque mila scudi di pensione per lui e suoi eredi: trattato che fu ratificato il io dicembre successivo (Abr. de Rymer). In tal guisa tanto la guerra che la pace riempirono gli scrigni di Enrico VII. Surse allora in iscena un nuovo pretensore al trono d’Inghilterra sotto il nome di Riccardo duca di Yorck fratello di Eduardo V. Questo duca supponevasi stato assassinato nella prigione in cui lo aveva rinchiuso Riccardo III. Quegli che si spacciava esser lui stesso, asseriva di aver avuto la fortuna di fuggire. Ritiratosi ne’Paesi-Bassi, vi fu accolto dalla duchessa vedova di Borgogna, Margherite d''Yorck, nemica dichiarata di Enrico VII pcrch’era della casa d’Yorck. Se prestasi fede a Polidoro Virgilio, ella era già intinta dell’impostura di Simnel. Dopo aver fatte pubblicamente al sedicente duca tutte le interrogazioni riguardanti il suo stato, soddisfatta di sue risposte, incantata della sua bella presenza e della sua rassomiglianza con Eduardo IV, non che della facilità colla quale ei si spiegava in inglese, non dubitò punto o almeno non fe1 moto di dubitare ch’egli non fosse veramente suo nipote. Avendolo poscia fatto viaggiare pel Portogallo e di là passare in Irlanda-ove si formò un partito, indusse Carlo Vili re di Francia a farlo venire alla sua corte. Enrico VII allora lo fece ridomandare a quel monarca siccome un impostore, ma Carlo temendo violare i diritti dell’ospitalità, si con- T. VI. 3i