DEI RE D’ INGHILTERRA 5.3 fortunate. In quella da essi intrapresa l’anno i5c)5 sotto ia condotta del famoso Draclc e di Giovanni ITawkins fallirono davanti Ricco donde Drack, dopo aver perduto il suo compagno, continuò la sua corsa sino a Panama, ma non ardì imprenderne l’assedio avendo trovato assai ben fortificata la piazza. Il rammarico di questo infelice esito unito all’intemperie del clima, gli causò una malattia di cui morì il 28 gennaio i5g6. Allora gl’inglesi rivolsero le loro forze contra i possedimenti spagnuoli in Europa. Nel principio di luglio dell’anno stesso fugata ch’ebbero la fiotta di Spagna, s’impadronirono dell’opulenta città di Cadice cui arsero dopo avervi fatto un bottino che fu calcolato ascendere da alcuni a quattro milioni, c al doppio da altri (Ferreras). Il conte di Essex (Roberto d’Euvreux) uno dei capi di questa spedizione aveva condotto qualche tempo prima un corpo di ottomila Inglesi in rinforzo al re di Francia Enrico IV contra la lega. Egli era il favorito di Elisabetta di cui crasi cattivato il cuore colle brillanti sue qualità e colle amabili sue maniere. Ma il favore gli fece dimenticare la distanza che passava tra lui e la sua sovrana. Uno schiaffo ch’egli riportò per la libertà che si prendeva di contraddirla, fu seguito da una disgrazia che dopo esser durata qualche tempo si terminò con una riconciliazione inattesa« Elisabetta restituitogli il suo favore soddisfece alla di lui ambizione accordandogli l’anno 15gcj iI vicerogno del^ Irlanda, paese mal sottomesso perchè vi si esercitava sempre mai il diritto di conquista senza voler'am-melterlo al beneficio delle leggi inglesi. La condotta da lui tenuta in quel posto non corrispose alle viste della regina nè alle istruzioni ch’ella gli aveva date. Informato eh’erano stati fatti lagni contra di lui, partì senza ottenerne congedo, e si presentò ad Elisabetta che lo relegò nella sua abitazione stabilita' per luogo di arresto. Alcune parole indiscrete (1) che lasciò fuggirsi contra la principessa, a cui furono riferite, accrebbero il suo malcontentamcnto verso di (1) 33 Vedo bene, di ss’egli un giorno, die questa vecchia è egualmente decrepita di spirito e di corpo 33. Elisabetta che studiavasi dileguare dal suo volto le ingiurie degli anni, non gli perdonò mai questa ribalderia fatta alla sua vanità- T. VI.