DEI RE DI SPAGNA (ARAGONA) * i8 5 L’anno i/{43 egli fece la sua solenne entrata in Napoli il dì 26 febbraio, e vi adunò gli Stati generali, ove le’ riconoscere a suo successore in quel regno Ferdinando duca di Calabria, suo figlio naturale, cui maritò 1’ anno dopo, fattolo prima legittimare dal papa, con Isabella di Cler-mont.’Maria, di lui figlia naturale, sposò nel tempo stesso Lionello d’Este duca di Ferrara. Frattanto Alfonso non era possessore tranquillo del regno di Napoli, non avendone ancora riportata dalla santa sede l’investitura. Per ottenerla tanto per se quanto pel figlio suo Ferdinando , di già creato da lui duca di Calabria , egli trattò da prima col-1’antipapa Felice, di cui aveva abbracciato il partito Panno 1441 * questo non fu che un gioco per averne miglior vantaggio da Eugenio IV col quale ad un tempo negoziava un accomodamento. Eugenio dopo aver fatto sulle prime un poco il difficile, gli promise l’investitura che domandava alle condizioni portate dal trattato che fu segnato a suo nome il 14 giugno, dal cardinale Luigi patriarca di Aquileja, le cui principali erano ch’egli riconoscerebbe Eugenio per vero papa e farebbe marciare truppe |>er riaver dalle mani dei Francesi Sforza duca di Milano, a marca’ d’ Ancona e le altre terre della Chiesa di cui crasi impadronito. Non seguiremo questo principe nelle altre sue operazioni governative, che al dire di Muratori, furono quelle di un gran trafficante in materia di affari politici. Mori Alfonso il 28 giugno ]458 nell’anno qua-rantcsimoterzo del suo regno senza lasciar figli legittimi. Egli aveva instituito Giovanni re di Navarra suo fratello in erede de’suoi stati di Aragona e Valenza. La regina Maria, sposa d’Alfonso lo seguì alla tomba il 4 settembre dell’anno stesso. Dei molti tratti che si riferiscono della liberalità di questo principe , noi non riporteremo che il seguente. Un giorno il suo tesoriere gli contava diecimila ducati. U11 ulfiziale clic tr'ovavasi presente gli disse a bassa voce: Mi basterebbe, quel denaro per esser felice. Tu lo sarai, gli rispose il re, e portar gli fece i diecimila 1lucati. Égli era così popolare che aveva uso di girar per ■e strade della sua capitale a piedi e senza seguito. Gli luiono latte alcune rappresentanze sul pericolo che corre-'a nello ¡esporre in tal guisa la sua persona. Un padre,