473 CRONOLOGIA STORICA parole volea trattenere presso di sè il pellegrino, ma rgli resistendo alle sollecitazioni, parti, nè si seppe più mai che cosa fosse di lui divenuto. A questo poco verisimile racconto Nostradamus aggiugne altre circostanze ancor più invc-risimili. Ciò che avvi di certo si è, che insorsero alcune passeggiere controversie tra il conte e il ministro. Del resto, come osserva Bouche, il testamento di Romieu di Villeneu-ve fatto nel ia5o e conservato negli archivii del vescovato di Vence, prova evidentemente la sua nascita, parentela e i molti beni che possedeva in Provenza « e ancor meglio qual » sia stata la sua buona coscienza nel pagamento de’suoi de-n biti e nel riparare alcune violenze o ingiustizie state com-n messq o per suo ordine o per sua connivenza in tempo » di guerra ». Il conte avea largamente rimunerato i suoi,servigi col dargli la città di Vence e parecchi castelli nei territorii di frizza e di Grasse ( U ab. Millot, Jlist. cles Troni, toni. II, pag. 2i3-22i. BEATRICE e CARLO. L’anno 1245 BEATRICE, quarta figlia di Raimondo Berengario IV, si mise in possesso delle contee di Provenza e di Forcalquier in virtù del testamento di suo padre; ma ella non ne godette in sulle prime senz’incontrare opposizioni. II re San Luigi tostochè intese la morte di Raimondo Berengario, marciar fece truppe verso la Provenza per impadronirsene come un bene spettante alla regina Margherita sua sposa, primogenita del conte e per conseguenza sua erede per naturale diritto. D’altra parte Raimondo VII conte di Tolosa, che avea le stesse mire sulla successione di Raimondo Berengario, apparecchiavasi a recarsi con forze nella Provenza per costringer Beatrice a dargli la mano e con ciò rendersi padrone del paese. Beatrice infatti gli era stata da suo padre promessa. Ma Romeo di Villeneuve e Alberto di Tarascon scelti da Raimondo Berengario per amministrare la Provenza dopo la sua morte, fecero andar a vuoto accortamente il disegno del conte di Tolosa e col divertirlo diedero opera di procacciare altro sposo a Beatrice. La cosa riuscì secondo il lor desiderio. Nel 1246 ( N. S. )