DEI SIRI 0 BARONI DEL BEAUJOLAIS 593 GUIZZARDO VI. L’anno 1290 GUIZZARDO, cognominato ¡1 GRANDE, succedette a Luigi suo padre nel Beaujolais e in una parte ilei principato di Dombes. Servì con gloria sotto il re Filippo il Bello, Luigi Hutin, Filippo il Lungo, Carlo il Bello e Filippo di Valois, dei quali, dice la cronaca francese, fu signor ciambellano c gran governatore. Egli trasse a termine la guerra incominciata da suo padre contra il sire di Yillars col maritar la propria sorella ad Umberto V di Villars e col dargli per conto di dote i risarcimenti che si pretendevano da Umberto per le spese della guerra. Nel 1298, il martedì dopo la domenica in Albis, i5 aprile, rendette fede ed omaggio nel capitolo metropolitano di Lione all’arcivescovo Enrico di Villars ed alla chiesa di Lione per le terre di Meximieux e di Chalamont (Severt). Guizzardo era in possesso del diritto di far batter moneta nella sua parte del principato di Dombes. Accusati alcuni suoi dipendenti di coniare moneta falsa coll’armi di Francia, li fece arrestare e porre nelle sue prigioni di Chalamont. 11 re Filippo il Bello li ridomandò poscia siccome il solo cui appartenesse la conoscenza delle falsificazioni commesse nella sua moneta; ma con lettere 18 febbraio i3o4 (V.S.) riconobbe essere Chalamont fuori del regno, e dichiarò non essere di lui intenzione che la rimessa degli accusati portasse vcrun detrimento a Guizzardo, nè alla sua signoria, nè a suoi successori. Riguardava quindi la terra di Dombes come una sovranità indipendente dalla Francia. Combattè Guizzardo nel i3a5 a prò di Odoardo conte di Savoja nella battaglia del 9 agosto seguita nella pianura di Saint-Jean-le-\ieux sotto il castello di Varei contra Guigues VIII delfino del Viennese. L’ardore con cui si portò nella zuffa per liberare il conte dal pericolo di rimaner preso, lo fece cadere egli stesso nelle mani del nemico, e per ricuperare la sua libertà, che non ottenne se non nel 1327 colla mediazione del conte, dovette sacrificare una parte delle terre che possedeva nel paese di Dombes, nel Vai-Romei e nel Del-finato. Ripristinato che fu in libertà ricusò peraltro di eseguire le sue obbligazioni verso il delfino; lo che fu una T. X. 38