4So CRONOLOGIA STORICA «li Savoja e del duca di Borbone suo cognato. Questo è l’ultimo atto di sovranità che gl’imperatori abbiano esercitato in Provenza. In mezzo all’allegrie che occasionò la sua incoronazione si diè anche la festa de’ pazzi ad imitazione dei saturnaliti stabiliti nel paganesimo tra i Romani, e più ancora scandalosa perchè celebrata negli stessi nostri tempi. Ivi buffoni travestiti in capi della religione e in ministri dell’altare profanavano i santi misteri col contraffarli, mentre altri intorno ad essi abbandonavansi a tutte' le in-indecenze che può immaginare la più grossolana fantasia. Delle quali farse abbominevoli fu giustamente stomacato Carlo IV, amico della decenza, e pose in opera per sopprimerle l’autorità che egli attribuivasi in Provenza. Le alienazioni che la contessa regina era stata costretta di fare dei suoi dominii sia per sorreggere le sue finanze spossate, sia per ricompensare i militari servigi, avea-no nel procurarle momentanei favori esaurita una delle principali sorgenti delle sue rendite. La città di Aix che temeva veder rinnovellati simili abusi, le mandò nel 1365 deputato a Napoli Rostang di Vincent per farle intorno a ciò alcune rimostranze. Ella se ne mostrò penetrata e promise non alienare nè diritti nè fondi appartenenti alla corona , e nel caso volesse staccare dalla sua giurisdizione alcune comunità per assoggettarle ad un signore privato, permetteva loro di non ubbidire e di usar anche della forza se occorresse per mantenersi sotto la sua dipendenza (JVouy. Hist. de Pro\>. tom. Ili, pag. 2i4)- L’assenza dei sovrani è spesso dannevole ai loro stati. Mentre la contessa regina trovavasi a Napoli, due principi quasi al tempo stesso meditavano il conquisto della Pro« venza. Il primo era Giovanni di Gand duca di Lancastro, secondogenito di Edoardo III re d’ Inghilterra, il quale discendendo da Eleonora sua trisavola moglie di Enrico III, pretendeva perciò aver diritto sulla Provenza e disponevasi a farlo valere annata mano sui luoghi. Ma la contessa regina avendo interposta la mediazione del papa, ottenne dal re d’Inghilterra di obbligare suo figlio a rimettere il giudizio delle sue pretensioni alla santa sede. L’altro rivale che la minacciava era Luigi duca d’Anjou fratello del re Carlo V e governatore di Linguadoca. Fondato unicamente