286 CRONOLOGIA STORICA questi faceva sul territorio di Limoges. Gaucelme era figlio di Pietro, il quale fu così maltrattato dall« genti del visconte mentre ritornava da Charroux che pei colpi riportati spirò tre giorni dopo all’abazia di Solignac. Gaucelmo dunque devastava le terre di Ademar per vendicar la morte del padre, e la desolazione che vi produsse fu sì grande, che il vescovo Pietro Viroald non potendo sostenerne la vista, risolvette di abbandonare il paese lasciando la diocesi in cura a Guglielmo di Carbonierre; ma le genti del visconte, fatto prigioniero Gaucelme in un’azione, lo rinchiusero nel castello di Segur, donde uscì in capo ad un anno pei maneggi di Kustorge nuovo vescovo di Limoges e di Amblard abate di San-Marziale che negoziarono la sua liberazione. Si fece su di ciò, dice Goffredo di Vigeois, un trattato compreso in una carta divisa per lettere alfabetiche, la metà della quale fu deposta negli archivii della chiesa di San-Marziale e l’altra consegnata a Gaucelmo. Essa deve essere non prima dell’anno 1117, epoca dell’elezione di Amblard, posteriore di undici anni a quella del vescovo Eustorge. Benché Gau-celmo fosse stato liberato a condizioni favorevoli, Eble di V'entadour suo zio non potè però mai perdonare al visconte di Limoges di averlo imprigionato, e sapendo ch’egli era andato in pellegrinaggio a Nostra Donna del Pui in Velai, gli fece tener d’ occhio al suo ritorno e Ademar fu preso. Allora Eble lo fece porre in ¡stretto carcere ove il tenne per due anni nel corso dei quali egli si lasciò crescer la barba che più non volle radere, perlocchè gli si diede il nome di Barbuto. Caro gli costò il suo riscatto che ascese a dodicimila soldi d’oro cui Eble non volle per nulla scemare. Quando gli abitanti di Limoges intesero la sua scarcerazione gli vennero incontro e lo condussero in trionfo nella città. Ademar alcuni anni prima della sua cattività erasi associato Guido suo primogenito che noi chiamiamo Guido III, e che era soprannomato Graul, che vuol dir Corvo, dice Goffredo di Vigeois, a motivo della sua nerezza; giovin signore, valoroso, liberale e di belle speranze, che durante la prigionia del padre avea saggiamente amministrata la viscontea. Sua matrigna Maria di Carrio, 0 di Escars secondo Laboureur, volendo porre in suo luogo il proprio figlio Elia, gli fece per due volte amministrare veleno e per