DEI VISCONTI DI LIMOGES ADE M A R II. L’anno io5a, al più tardi, ADEMAR fratello di Guido é suo successore, era già in possesso della viscontea di Li-moges, alla qual epoca concorse col clero ed il popolo alla elezione del vescovo ltbier Chabot (Gali. C’/ir. nov. tom. 11 col. 516). L’anno secondo del regno di Filippo I (1061 di G. C.) fu assalito da due dei suoi vassalli, Gau-celmo di Pierre-Buffìere e Guido di Las-Tours, che diedero il guasto alle sue terre costringendolo a domandar loro la pace cui a grande stento potè ottenere. Liberato da questi nemici riformò la propria condotta. Notasi soprattutto eh’ egli abolì parecchie pratiche ingiuste da lui stabilite sull’abazia di Solignac, quali una carrata di vino, unam carratam de vino, ch’egli esigeva il giorno della cattedra di San Pietro, e un diritto di abitazione, unum re-ceptum, che si faceva pagare nella solennità di quel santo (Cartai. de Solignac). Vedendo caduta nella scostumatezza l’abazia di San-Marziale di Lirhoges v’introdusse il 3 agosto 1062 per sorpresa i monaci di Cluni perchè vi ristabilissero la regola. Ecco come viene raccontata questa intrusione in un antico documento. Il monastero di San-Marziale godeva sino dalla sua fondazione di una sì grande libertà che non dipendeva che da Dio e da sè stesso. I Clunisti se ne impadronirono nella maniera seguente. Viveva nel castello di Limoges un cavaliere detto Pietro Escausier, grande amico di Ugo abate di Cluni, il quale non cessava d’istigare il visconte Ademar a dare ai Clunisti l’abazia di San-Marziale, e Ademar ricusò di farlo sino a che visse l’abate Mainard cui temeva di dispiacere; ma morto questi, essendo il cavaliere ritornato alla caricà e trovandolo sempre mai irresoluto, per determinarlo si appigliò all’espediente di promettergli a nome dei Clunisti un bellissimo cavallo che chiamavasi Milescouts con gran quantità d’oro. Sedotto dalle sue promesse, Ademar fece venire l’abate Ugo con una farte de’ suoi monaci e fatti secretamente alloggiare nel- 1 abazia di San-Michelé vicino il suo palazzo, si recò all’indomani, 3 agosto, giorno dell’invenzione di San Stefano,