294 CRONOLOGIA STORICA fortificarono celeremente temendo non ritornasse il re padre a castigarli; nè s’ingannarono, poiché qualche giorno dopo giunse Enrico il Vecchio con Riccardo alla testa di uno stuolo di grandi vassalli di Aquitania, ciascuno seguito dalle proprie milizie. Giusta Goffredo di Vigeois, essi il martedì grasso, i.° marzo, strinsero d’assedio il castello che ne sostenne l’attacco con vigorosa resistenza. Il cattivo tempo secondò il valor dei ribelli e gli. assediatiti impediti dal freddo e dalle pioggie levarono in capo a quindici giorni l’assedio e si ritirarono. Intanto Enrico il giovine non avea denaro per pagar le truppe dei faziosi che aveva al suo soldo, ed Ademar persuase gli abitanti di Limoges a prestargli ventimila soldi, nè essendo ancora sufficiente tal somma , gli diè mano a giovarsi del tesoro di San-Marziale , donde passarono a commettere una simile profanazione all’abazia di Grandmont. Il re padre profittò dell’assenza del figlio per rientrare in Limoges, ove trovò gli abitanti tanto sommessi quanto per lo innanzi eransi mostrati ribelli, avendoli alienati dal giovine Enrico lo spoglio da esso praticato al tesoro di San-Marziale. Ricomparve il figlio per discacciar il padre da Limoges, ma gli abitanti chiusegli le porle scagliarono sulle sue truppe una grandine di pietre che l’obbligarono a ritornare indietro. Egli recossi all’abazia di Uzerche ove vennero a ingrossare il suo partito il duca di Borgogna e il conte di Tolosa; se non che cadde ivi malato e fattosi trasferire a Roquemadour e di là al castello di Marte!, vi morì 1’ 11 giugno ii83 con gran sentimenti di penitenza, senz’aver potuto ottenere la consolazione di vedere suo padre e testificargli a viva voce il proprio pentimento. Goffredo di Vigeois fa menzione di una lettera in cui domandava perdono per quelli che gli erano stati compagni nella sua ribellione e nominatamente pel visconte di Limoges. Ma il vecchio Enrico era troppo irritato contra i ribelli per perdonar loro impunemente. Marciò quindi a bandiere spiegate a Limoges, entrò in tuono di vincitore nella città e fece atterrare il castello; sorte che subirono tutte le altre piazze del Limosino che aveano parteggiato pel giovine Enrico. Frattanto Ademar a furia di sommissioni trovò mezzo di rientrar in grazia presso il monarca, e sembrava che anche il duca Riccardo volesse perdonargli