8o CRONOLOGIA STORICA congresso quella gran controversia. Ma non si tosto fu aperto il congresso, un funesto caso ne turbò le operazioni. Don Antonio di Luna partigiano esaltato del conte d’ Urgel vedendo che l’arcivescovo di Saragozza studiava di attraversarlo, montò in furore contra quel prelato e Io trucidò. 11 quale assassinio non che promovere le cose del conte servì invece a render detestabile il suo partito. I congiunti dell’arcivescovo córsero all’armi; si domandarono a don Ferdinando milizie castigliane. II governatore d’ Aragona fece arrestare il vescovo di Tarasone troppo caldo pel conte d’ Urgel, ed assoldò egli stesso truppe che commisero gravi inconvenienti. Qualunque via gli fu eguale senza distinzione di giusto o ingiusto purché trionfasse la sua causa. Gli fu rimproverato di aver procurata non solamente 1’ alleanza degl’ Inglesi, ma quella del maomettano Juccf re di Granata. Avvennero azzuffamenti tra le truppe dei due partiti. Il congresso di Alca'nitz intimorito delle sue minaccie, si determinò finalmente ad eleggere nove giudici, tre per ciascuno dei principati che componevano la monarchia aragonese per pronunciare definitivamente sulla scelta dell’erede del trono. Essi unironsi a Caspe, e i pareri furono discrepanti. San Vincenzo Ferrano che vi si era recato ottenne il 24 giugno 1412 per la sua santità i voti del fratello e quelli di altri quattro giudici a favore dell’infante don Ferdinando. Il nuovo arcivescovo di Tarragona e Guglielmo di Vaisecca giure-consulto catalano, furono i soli che opinassero pel conte d’ Urgel. Pietro Bertrand Valenziano ricusò di manifestare il proprio divisamento. La sentenza fu pronunciala il a8 nella chiesa di Caspe a favore di Ferdinando, e invano salì la cattedra Vinc^pzo Ferrario per calmare il mormorio destatosi. (Zurita, ibid. cap. 3o; Forreras, ad an. 14 >1 e 1412). Il conte d’Urgel si sottraeva dal riconoscere il nuovo re e vi fu proposizione di matrimonio tra la primogenita del primo e don Enrico primogenito del secondo. Col trattato che fu intavolato su tale soggetto si obbligava il re di sborsare al conte ccncinquantamila fiorini per pagare i suoi debiti e di assegnargliene seimila all’anno, due per lui stesso^ due per sua moglie e due per sua madre. 11 conte