DEI DUCHI DI BORBONE 387 non facciamo altrimenti la guerra alle dame; e la rispedì a suo marito eh’ era ritirato a Saint-Malié. Dalla Bretagna Luigi si mise in marcia per soccorrere il duca d’Aniou che faceva guerra agl’inglesi in Guienna. Cammin facendo egli espugnò d’assalto Brive-la-Gaillarde eh’erasi data agl’inimici. Avendo raggiunto il duca d’Anjou l’aiutò col suo braccio, e co’suoi consigli a fare la conquista dell’Agennese, del Condomese, del tiigorre c d’una parte della Guascogna. L’annQ i38o dopo la morte del re Carlo V, il duca di Borbone fu uno dei quattro principi del sangue al quale si affidò la tutela del re Carlo VI durante la sua minorità. Egli era senza contraddizione il più^ degno di tale impiego pella sua saggezza e probità. Ma non essendo che zio materno del giovine monarca, la sua nascita non lo chiamava a governare che in un grado subordinato a quello dei principi suoi cognati. Tale dipendenza incatenò la sua buona volontà e fu ostacolo al bene che con più di libertà avrebbe potuto lare. Non fu già lui verisímilmente che consigliò il re, nel i382, a marciare in persona all’età di quattordici anni contra i ribelli di Fiandra; ma bensì vedendo ch’era determinato, lo accompagnò in quella spedizione, ed ebbe parte alla vittoria di Roscbecq che riportò il 27 novembre di quest’anno sui Fiamminghi. L’anno dopo servì all’assedio di Bourbourg, e nel 1385 espugnò alcune fortezze nel Saintonge enei Poitou sopra gl’Inglesi. Passò l’anno 1887 in Castiglia con un corpo di truppe per difendere il re Giovanni I contro gli attacchi del duca di Lancastre; ma alla sua venuta l’inimico era sparito. L’anno i3go, secondo Paolo Emilio, Froissart e Giovenale degli Ursini, (e non i3ga) i Genovesi domandarono al re di Francia soccorsi contro i Mori d’Africa che turbavano colle loro piraterie il commercio della repubblica. Questo principe accordò loro delle truppe a malgrado lo spossamento in cui si trovava la Francia; e il duca di Borbone chiese di comandarle. Il re cercò inutilmente di dissuaderlo da questa spedizione. Caro zio, gli diss’egli, sapete i grandi affari che noi abbiamo; a grande stento troverebbesi chi volesse andare sin là; quindi non vogliate intraprendere tale alleanza. — Monsignore, replicò Borbone, ho cavalieri e scudieri del mio paese che sopravanzera/wo al bisogno.