3q2 cronologìa storica delle provinole cedute agl’ Inglesi col trattato di Bre-tigni.Nel successivo giugno il duca di Borgogna avendo condotti il re e il delfino davanti Bourges per attaccar nel suo centro la lega dei principi, fu la città difesa dal duca di Borbone per lo spazio di circa sei settimane con tanto valore ed abilità clic costrinse gli assedianti ad intavolare negoziazioni. L’assedio fu levato c i capi dei due partiti recatisi ad Auxerre, vi segnarono nel mese di luglio un trattato di pace. Avendo la discordia riaccesa la sua face sul finire dell’ anno stesso, il duca di Borbone si rimise in campagna, percorse con un’armata di Parigini l’Anjou, il Poi-tou, il Berri e nettò quelle provincie dagli sbandati che le infestavano. Nel 1414 passato in Picardia con Ettore di Borbone suo fratello naturale, che lo avea accompagnato nella campagna precedente, apri la presente coll’assedio di Compiegne. Ettore vi rimase ucciso in età di ventitré anni in una sortita degli assediati; giovine eroe paragonabile per la bellezza, la perizia e il valore all’ eroe favoloso di cui portava il nome. 11 duca stesso in un assalto che diede, riportò una ferita che il pose fuori di stato di combattimento. L’armata, espugnata la piazza, si vendicò di questo doppio disastro trucidando gli abitanti e la guarnigione e impendendo ad un patibolo il comandante Bournonville. Borbone guarito dalla ferita si recò a far l’assedio di Bapaume, cui costrinse ad aprirgli le porte. I vincitori marciarono poscia all’assedio di Arras che fu cominciato verso la metà di luglio. Il re, il delfino, il contestabile e tutti i principi stavano alla testa dell’esercito; ma il duca di Borbone e il conte d’Armagnac, a dispetto del contestabile, e in onta a’suoi diritti, si impadronirono di tutte le operazioni ; che si ultimarono in capo a sei settimane mercè un accordo negoziato dalla contessa di Hainaut e ratificato dal duca di Borgogna il 16 ottobre al Quesnoi. Il duca di Borbone di ritorno alla corte, non meno gentile che armigero, non si occupò che d’imaginare colla regina e col delfino novelle feste e nuovi divertimenti, mentre si lasciava mancare al re il necessario, e gemere il popolo nella miseria c nell’oppressione. Pieno delle idee romanzesche della cavalleria pubblicò in mezzo a tali bagordi il seguente cartello, che a’di nostri parrebbe assai strano,