DEI CONTI DI POITIERS EC. 91 Francia profittando di tali disposizioni avea in mira d’invadere il ducato d’ Aquitania al principio del regno di Lotario figlio e successore di Luigi, e perciò trasse il re nel Poitou l’anno g55 con un esercito, e nell’agosto formò l’assedio di Poitiers in assenza di Guglielmo che alla nuova della loro marcia avea preso il partito di ritirarsi. La città si difese per lo spazio di due mesi, in capo ai quali il re dovette levare l’assedio. Allora Guglielmo si pose in campagna , e molestò Lotario ed Ugo nella lor ritirata. Questi però dispostisi in battaglia piombarono sì forte su di lui che lo disfecero interamente e tagliarono a pezzi la sua armata. Ciò a malgrado Guglielmo si mantenne nel possesso del suo ducato (1). Nel giugno dell’anno stesso si recò in Auvergne ed accomodatosi coi principali del luogo, gl’indusse ad assoggettarsi a lui (Doni. Bouquet). Invano Lotario dopo la morte di Ugo il Grande avvenuta nel g56 diede il ducato d’Aqnitania ad Ugo Capeto di lui figlio; certo essendo che questi non nc godette giammai. Guglielmo riacquistò poscia la grazia del re. L’anno 963, giusta Besli, vedendo avvicinarsi il termine de’suoi giorni, egli abdicò ritirandosi nell’abazia di San - Cipriano di Poitiers, donde passò poco dopo in quella di Saint-Maixent ed ivi morì l’anno stesso. Guglielmo sino alla sua abdicazione godette dell’ abazia di Sant’ Ilario di Poitiers. Egli aveva sposata in prime nozze nel g33 Gerloc o Heloys detta anche Adele e Adelaide figlia di Rollon duca di Normandia, da cui ebbe Guglielmo che segue. David Blondel gli dà per figlia Adelaide moglie di Ugo Capeto. Ma Helgaud autore contemporaneo, la dice italiana, e la autorità di lui dee prevalere su quella di un anonimo posteriore di cent’anni che in suo favore viene citato da Blondel. Sotto il regno di Guglielmo Testa di Stoppa gli Aqui-tani cominciarono ad usare l’era dell’incarnazione nei loro atti pubblici. Presso di essi cominciava l’anno col 25 marzo 0 col giorno di Pasqua (Pagi). Essi vi sostituirono dappoi (1) L’ abaie Velli riporla ciò all’anno 987 e dà tulio il vantaggio ad Ugo Capeto sopra il duca Guglielmo: doppio sbaglio, che avrebbe evitato ricorrendo alle fonti storiche.