DEI CONTI DELLA MARCA 2G7 dov’ ella non giunse che l’anno i4u- 11 conte Giovanni ebbe di più un figlio naturale chiamato come lui, e soprannominato il Bastardo della Marca ( V. i conti di Fendo me ), GIACOMO II di BORBONE. L’anno i3g3 GIACOMO ebbe nella successione di Giovanni di Borbone, suo padre, le contee della Marca c di Castrcs e le signorie di Montaigu e di Bellac. Egli insegni Maria, sua sorella, fuggita col cavaliere Giovanni di Beyne, signore delle Croci, e avendola arrestata la rinchiuse nel castello di Comete nell’Albigese, ov’ella languì ben oltre trentanni. Liberala per ordine del re Carlo VII, ella si spacciò per la erede di Giovanni, suo fratello, signore di Carenci, ad esclusione de’di lei figli ch’ella dichiarava bastardi; ma durante la lite vendette le sue pretensioni per la somma di ventimila scudi d’oro a Giacomo d’Armagnac duca di Nemours. Il conte della Marca accompagnò l’anno i3g6 Giovanni di Borgogna, detto il conte di Nevers, nella sua spedizione di Ungheria, e rimase prigioniero dei Turchi Io stesso anno nella battaglia di Nicopoli data il 28 settembre. Essendosi riscattato mediante grossa somma, al suo ritorno in Francia fu creato gran ciambellano il 26 luglio 1397. Zelante per il servigio della Francia corse con alcuni vassalli nella Marca e riportò parecchi vantaggi sugl’ Inglesi. Owen-Glendour reclamava allora il principato di Galles, come patrimonio de’suoi antenati, che il re d’Inghilterra aveva usurpato. 11 conte della Marca fece con lui un trattato mercè il quale si obbligava di condurre ai Gallesi ottocento uomini d’armi e trecento balestrieri. Lieto di questa occasione che gli si offriva per occupare gl’inglesi nei propri suoi stati, il ministero di Francia mandò al conte una somma di centomila scudi d’oro per le spese della spedizione che progettava; ma in luogo d’impiegarla all’oggetto del suo destino, egli la prodigò in giuochi e in festini, finse peraltro di voler adempiere all1 obbligo eh’crasi assunto, ed effettivamente s’imbarcò come per portarsi in aiuto