49o CRONOLOGIA STORICA erano dedicati al pennello. Si veggono ancora dei suoi lavori in miniatura, in quadri, e figure dipinte sul vetro. Per aver dei modelli comperava i quadri rinomati e preferiva quelli che più divertivano per la loro singolare bizzarria. Quando si venne ad annunziargli la perdita del regno di Napoli, era intento a dipingere una pernice ed udì una tal nuova con fermezza senza intrametfere il suo lavoro. Era versato nella sacra scrittura e nella teologia; ma troppo amatore della pompa, pagò tributo alla superstizione del suo secolo coll’introdurre o col permettere l’introduzione nel culto pubblico di scene indecenti che ne degradavano la maestà. Si ricordano ancora quelle famose processioni praticate al suo tempo in Provenza in cui gli angeli e i diavoli, i santi e i dannati rappresentavano ciascuno la sua parte nella guisa che si credeva lor propria. Non si merita lo stesso biasimo Renato pel suo gusto alla vita pastorale, benché forse poco conveniente ad un sovrano. Questo principe e la regina sua sposa non ¡sdegnavano indossare il vestito di pastore e di condurre a pascere le gregge, come lo attesta in una cronica in versi il poeta Giorgio Cliatelain. Renato menava giorni tranquilli, allorché gli fu tolto da morte, il 24 magg'° *47^5 '1 duca Nicola suo nipote, ultimo rampollo della sua posterità maschile mentre trat-tavasi di maritarlo. Non rimanendogli allora per eredi naturali se non Renato II duca di Lorena, di lui nipote per parte di Jolanda sua figlia, c Carlo lì conte del Maine, figlio di Carlo I suo fratello, credette dover far testamento per prevenire le turbolenze che poteva occasionare la successione ne’suoi stati; e così fece a Marsiglia il 22 luglio j474- Con quest’atto egli nominò Carlo a suo crede universale, diede il ducato di Bar a Renato suo nipote, ed a Giovanni d’Anjou figlio suo naturale il marchesato di Pont-a-Mousson colle città di San-Remigio e di San-Cannat. Jolanda sua primogenita, madre di Renato lì, e Margherita la cadetta ebbero ciascuna mille scudi d’oro, corrispondenti a franchi tredicimila sessanta. Ma Luigi XI re di Francia, che era pur nipote del re Renato per parte di sua madre Maria, si dolse amaramente come di aperta ingiustizia per essere stato dimenticato nel suo testamento, nel