a88 CRONOLOGIA STORICA » legna perchè noti potesse fare la sua cucina. Allora le » genti del visconte raccolte tutte le noci che poterono rin-» venire, ne fecero alti mucchi c vi posero il fuoco, cioc-» chè produsse ardentissimi bracieri che loio servirono per » cuocere le vivande del padrone; locchè saputo dal con-» te lodò molto lo spirito de’ Limosini che dapprima » trattava da stupidi e grossolani ». Un altro tratto della vita del visconte Ademar che non dobbiamo dimenticare, fu l’onore di aver accolto a Limoges il re Luigi il Giovine mentre si recava a Bordeaux per ¡sposare l’ereditiera di Guienna. Questo monarca giunse inaspettatamente il i.° luglio ni’] a Limoges, ove Raimondo conte di Tolosa con molti signori eransi portati in occasione della festività di San-Marziale eh’ erasi solennizzata il giorno prima del suo attivo. Dice Gollredo di Vigeois (capo 48) che il vescovo Eustorge e i signori che si trovavano a Limoges avendolo ricevuto processionalmente, lo condussero a San-Marziale d’onde si accampò col suo seguito ai confini della Vienne. Benché cotesto storico non faccia parola del visconte in tale occasione, non si può però dubitare ch’egli non n’abbia approfittato per ottenere la buona grazia del suo sovrano, il quale col suo matrimonio andava ad essere il suo immediato signore feudale. ADEMAR IV e GUIDO IV. L’anno 113g ADEMAR e GUIDO, figli d’Arcambaldo il Barbuto visconte di Comborn e di Brunessinda figlia di Ademar III, succedettero al loro avolo materno nella viscontea di Limoges, com’egli aveva ordinato, ma però non senza opposizione de’loro parenti da parte materna. Il re Luigi il Giovine essendo arrivato l’anno n^i a Limoges, questi riuscirono a persuaderlo che i due fratelli non potevano essere legittimi possessori della viscontea di Limoges. In conseguenza di ciò questo principe volle spogliar- li. Ma piegato dalle loro sommissioni mutò parere e li confermò mediante duecento marchi d’argento che gli pagarono (Gaufr. Vof pag. 3o5). Ademar e Guido qualche tempo dopo ebbero una controversia con Guido Piamene