CRONOLOGIA Si URICA sorella. Filippo di consenso delle parti interessate, comandò ai vescovi di Laon e di Mende d intromettersi per tale accomodamento. Dopo molte conferenze fu stabilito dagli arbitri, che Guido di Bretagna rinunciasse a tutte le sue pretensioni sulla viscontea di Limoges, rimettendola nelle mani del vescovo di Limoges, e a lui si assegnassero ottomila lire di rendita in Bretagna. Tale giudizio arbitramentale fu confermato con lettere del re date a Parigi nel mese d’aprile i3i7. Per soddisfare all’ultimo articolo il duca diede a suo fratello tutto ciò che possedeva nel Penthievre, la contea di Guingamp, le castellarne di Menibriac, di Pontrieu della Rochedericn coll’obbligo di farne omaggio ai duchi di Bretagna, e di pagare diecimila lire di pensione vitalizia alla duchessa Jolanda. ISABELLA di CASTIGLIA e GIOVANNI Ili. L’anno 1317 ISABELLA di CASTIGLIA, moglie di Giovanni III duca di Bretagna, entrò al godimento della viscontea di Limoges dopo la sentenza arbitrale dei vescovi di Laon e di Mende. Si'vede però che fino allora ella avevasi conservato qualche autorità in quella viscontea, e ne abbiamo la prova in un atto che vediamo fatto il lunedi prima della domenica delle Palme del 1315 (V. S. ) col sigillo d’Isabella. Il Limosino fu pacificamente governato dai suoi ufficiali fino alla sua morte avvenuta il 24 luglio 1328. Siccome non lasciò prole, la viscontea di Limoges rientrò nelle mani del duca Giovanni, eh’erasi rimaritato il 21 marzo i32g a Giovanna di Savoja, cui assegnò questo dominio pel suo vedovile nel caso gli rimanesse superstite. Giovanna premorì a lui il 29 giugno 1338, quindi l’assegno non ebbe effetto. Nel x339 duca Giovanni fu molestato dai ministri della zecca del re che impadrotii-ronsi dei conii ch’egli aveva a Nantes ed a Limoges sotto pretesto clic le sue monete erano tanto simili a quelle del re che venivano in commercio confuse. Ma se la moneta del duca era quella stessa di cui conservansi gl’ impronti nei gabinetti dei curiosi, può asserirsi che la querela suscitata dai regii uffiziali non aveva altro fondamento che