DEI VISCONTI DI TURENNA 3ì9 lamenti; ma mentre egli si sfogava in lagni ecl invettive <■ meditava vendetta, morì Luigi d’Anjou il ai settembre 1384- Raimondo Luigi sempre risoluto di reclamare quella giustizia che pretendeva a lui doversi, si rivolse alla regina Maria di Rlois vedova di Luigi d’ Anjou e tutrice di Luigi II suo figlio, supplicandola risovvenirsi dei servigi da lui renduti al suo sposo e domandando per risarcimento delle spese ragguardevoli che per essi avea dovuto sostenere, di essere repristinato nelle terre di cui era dal defunto re stato spogliato. La risposta di Maria fu che essendo generale l’editto ella non poteva derogarvi: nondimeno che s’egli pretendeva essergli dovuta qualche cosa dal fu re suo sposo, ella gli offriva di rimborsarlo a tenore del giudizio arbitramentale di alcuni gentiluomini. Ancor più male accolto fu Raimondo Luigi da papa Clemente VII a cui richiese i beni mobiliari-del fu papa Gregorio XI suo zio e parecchie somme di denaro che sosteneva dovergli la camera apostolica. Allora egli risolse di farsi giustizia colla forza dell’armi. Rafforzò quindi i suoi castelli, assoldò truppe , raccolse i suoi amici e si mise a scorrere la Provenza e il Venosino, abbattendo castelli, bruciando villaggi, devastando campagne e dovunque lasciando traccie funeste del suo passaggio. Egli stese le sue stragi nel Valentinese per vendicarsi del conte Aimar V e del vescovo di Valenza, sui quali avea a reclamare alcune restituzioni, per le quali si ricusavano rendergli ragione. Il re Carlo VI inviò nel 13()2 sui luoghi quattro commissarii, cioè Filippo di Moulens vescovo di Noyon, Jacopo di Montmaur governatore del Delfinato, Giovanni d’Estouteville consigliere, ed Enrico de Maulone segretario del re per pacificare Raimondo Luigi col papa, col vescovo di Valenza e col conte di Valentinois. Essi commissarii trasferitisi nella città di Saint-Iiemi in Provenza, pronunciarono il 5 maggio il loro giudizio, al quale si adattarono Raimondo Luigi, ch’era presente, e i procuratori dejle altre parti, e venne confermato il giorno dopo con lettere del papa date dal suo palazzo in Avignone ( Justei, Hisl. de la maison de Tur.pr. pag. 128 e 133 ). Ma continuò la guerra tra Raimondo Luigi e il conte di Provenza. Guglielmo Roggiero eh’crasi ritirato a Parigi prima eh’essa scoppiasse, e che sembrava non