DEI CONTI E PRINCIPI D’ORANGE 5.i nemico. II principe d’Orango continuò la guerra contro la Francia sino alla pace d’Arras che fu conchiusa nel Dopo la morte di Luigi XI egli si die’ alla lega del duca d’Orleans contra il governo, e fu con quel principe fatto frigione nella battaglia di Saint-Aubin del Cormier com-attutasi il 18 luglio i/|88, e tratto al castello d’Angers. Repristinato l’anno dopo a libertà, accompagnò Carlo VII! al conquisto di Napoli, e il duca d’Orleans, divenuto re di Francia, a quello di Milano. Quest’ultimo (Luigi XII) gli rimise l’omaggio del principato d’Orange ristabilendolo nei diritti di una sovranità libera e indipendente. Giovanni di Chalon morì il a5 aprile i5o2 e fu inumato ai Francescani di Lons-le-Saunier presso Giovanna di Borbone sua prima sposa morta senza prole, il io luglio i4g3. Da Filiberta di Luxemburgo sua seconda moglie lasciò Filiberto, che segue, ed una figlia, Claudia maritata ad Enrico conte di Nassau. FILIBERTO di CHALON. L’anno i5o2 FILIBERTO succedette in età di sole tre settimane a Giovanni li suo padre sotto la tutela materna che gli die’una educazione distinta. Nel i5i5 avendo il re Francesco I emanato editto per la riunione dei possedimenti stati alienati dal suo predecessore, fu dal parlamento di Grenoble giudicato essere la sovranità d’Orange nel caso contemplato dall’editto. Nel 1517 Filiberto si recò alla corte di Francia con brillante seguito per far rivocare quel giudizio, e non avendo potuto riuscirvi, migrò indispettito al servigio dell’ imperatore Carlo V. Per castigarlo, il re confiscò nel i522 il principato d’Orange, accordandone il godimento al maresciallo di Coligni. L’imperatore lo risarcì di quella perdita col donargli la contea di Saint-Pol ed altre terre. L’anno i523 (V. S.) Filiberto si distinse all’assedio di Fonterabia. Egli fu preso in mare nel i524 dai Francesi e condotto al castello di Lusignano ove rimase prigioniero sino al trattato di Madrid. Allora gli fu restituita la libertà in un co’suoi beni mercè uno degli articoli di quel trattato. Continuò Filiberto ai servigii dell’imperatore. Egli comandava in qualità di luogotenente del conte-