CRONOLOGIA STORICA GUGLIELMO ROGGIERO. L’anno i35o GUGLIELMO ROGGIERO, III di nome, conte di Beaufort in Vallèe nell’Anjou, barone d’Alais, di Anduze, di Portes, di Montclus ec., figlio di Guglielmo Roggiero li conte di Beaufort e di Maria di Cliambon, nipote di papà Clemente VI e fratello di Pietro Boggiero anch’egli divenuto papa nel i3yi sotto il nome di Gregorio XI, postosi in possesso della viscontea di Turenna in virtù del suo acquisto, ne fece omaggio al re Giovanni nel dicembre dell’ anno stesso. Questo monarca con sue lettere di quel mese c con quelle dell’8 febbraio successivo confermò i privilegi di quella viscontea, uno dei cui principali era quello di far pagare i diritti di franco-feudo e le ammortizzazioni pei beni nobili acquistati dai plebei. Ceduta la Guienna nel i36o all’Inghilterra in forza del trattato di Bretignì, si vide Guglielmo Boggiero costretto di far omaggio della sua viscontea al re Eduardo III; ma ritornato quel ducato alla Francia nel 1370, egli fece un secondo omaggio nel gennaio 1872 (V. S.) al re Carlo V. Avea papa Clemente VI prodigati gran beni alla sua famiglia, nè Gregorio XI fu più economo riguardo.alla medesima. Guglielmo Boggiero stabilitosi presso Gregorio suo fratello in Provenza, ottenne col suo favore dalla regina Giovanna parecchie belle terre da lei dichiarate esenti dalla riunione al suo dominio. La sua fedeltà e il suo attaccamento a quella principessa corrisposero ai favori che avea da lei ricevuti. Dopo la tragica morte di Giovanna , Guglielmo Boggiero e Baimondo Luigi suo figlio si dichiararono apertamente per Luigi d’Anjòu da lei instituito a suo erede- e molto contribuirono col loro valore ad assoggettargli la Provenza. Ma Luigi disconobbe i loro servigi, e pubblicato avendo un editto generale per la riunione delle terre alienate dal suo dominio, anche Guglie!mo Roggiero e suo figlio furono trattati come gli altri gentiluomini, senza riguardo all’esclusiva da essi ottenuta dalla regina Giovanna. Questo procedere gl’inacerbì forte, spezialmente Raimondo Luigi cui la giovinezza rendeva più sensibile ai cattivi trat-