DEI CONTI DI PROVENZA 487 prese il 9 novembre 1423 quando meno se lo aspettava, e che dopo'aver opposta una resistenza eguale alla energia dell’attacco, cedette agli sforzi del nemico, che non contento di saccheggiarla e commettere tutti gli orrori che può permettersi la brutalità del soldato vittorioso, nel partire la diede alle fiamme. I Marsigliesi, che pel sacco della loro patria eransi per la più parte dispersi, dopo la partenza degli Aragonesi si riunirono per ripararne le rovine e in poco tempo si misero in grado di riporla in istato di difesa. Ignorasi l’anno in cui Luigi ritornò al di qua dei monti; ma si sa che nel 1429 cgl' cra a^a corte del re Carlo VII di lui cognato. L’anno dopo ripassò nel suo ducato di Calabria e, nel far guerra sempre con alterna fortuna al principe di Taranto, fu colto da malattia di cui morì a Cosenza, capitale del suo ducato, il dì 24 novembre i434 J'ell’anno ventottesimo dell’età sua. Egli avea sposato il 3i agosto i^òi Margherita figlia di Amedeo Vili duca di Savoja, da cui non ebbe prole. Questa principessa si rimaritò poscia con Ulrico conte di Wurtemberg (V. i-rc di Napoli e i duchi d’ Anjou). Luigi 111 accrebbe i suoi domimi di Provenza unendovi la baronia di Baux e sue dipendenze dopo la morte di Alice di Baux a malgrado i reclami di Luigi di Chalons principe d’Orange a cui quelle terre erano state sostituite. Luigi III col testamento da lui fatto nel giorno stesso della sua morte dichiarò suo erede nel regno di Napoli e negli altri suoi stati suo fratello Renato, che segue, e legò a Carlo il cadetto la contea del Maine in un alle terre assegnate per vedovile alla regina Jolanda lor madre. RENATO detto il BUONO. L’anno 14^4 RENATO, nato nel 1408, duca di Lorena e di Bar, fratello di Luigi 111, gli succedette nella contea di Provenza nonché nel ducato d’Anjou. L’anno dopo divenne re di Napoli col testamento della regina Giovanna II, fatto il 29 febbraio, nove giorni prima della sua morte. Egli trovavasi allora a Digione prigioniero del duca di Borgogna, partigiano del conte di Vaudemont, ch’era compeliture di