372 CRONOLOGIA STORICA sire di Borbone. Arcambaldo si portò egli stesso al santo padre a chiederne l’assoluzione, che il papa gli concedette a condizione lasciasse in quiete quel monastero. Egli lo promise, ma non continuò meno nelle sue vessazioni-, lo che costrinse l’abate Sant’Ugo a citarlo al concilio di Cler-mont, dinanzi il quale comparve obbligandosi di nuovo a soddisfare alle parti sull’argomento de’loro lagni. Finalmente questa volta egli tenne parola come scorgesi dall’accordo' da lui fatto 1’ anno dopo coi religiosi di Souvigni (Mobil, ubi supra). Arcambaldo finì i suoi giorni nel 1096 (ib. pag. (556), lasciando un figlio in tenera età da Luca sua moglie, clic poco dopo si rimaritò con Alardo Guille-baud signore de la Roche. AIMONE II ed ARCAMBALDO VI. L’anno 1096 AIMONE cognominato Vaire-Vache dal colore vario de’suoi capelli, fratello di Arcambaldo V, s’impadronì della signoria di Borbone sotto un pretesto che non ci fa conoscere la storia, a pregiudizio di Arcambaldo di lui nipote ch’era rimasto sotto la tutela materna. Egli fu possessore pacifico del Borbonese sino al 11 ¡4 o ur5. Ma finalmente Alardo Guillebaud suocero di Arcambaldo , uomo virtuoso e iacondo, si portò alla corte del re Luigi il Gro-sso a chiedergli giustizia per tale usurpazione. Il monarca dopo aver fatto invano citare Aimone alla sua corte, marciò contra lui armata mano l’anno iii5 e non ii23 come dice Favin, lo assediò nel suo castello di Gennigni, e avendolo costretto a chieder grazia ginocchioni, Io condusse a Parigi, ove giudicò nel suo consesso la controversia tra lo zio ed il nipote. Suger che ci somministra questi particolari (Vita Ludov. / /), non racconta in qual guisa sia stato deciso l’affare, e si limita a dire clic il re usò nel suo giudizio egualmente di clemenza e di giustizia. Paolo Emilio, Gaguin c Favin suppliscono a quel racconto col dirci che Aimone fu condannato a restituire al nipote ciò che gli avea tolto. Vediamo infatto clic nel 1116 Arcambaldo prestò al re giuramento di fedeltà rapporto alla custodia dell'abazia di Saint-Pourrain che teneva in qualità di sire