DEI CONTI DI SANCERRE 365 LUIGI IV. L anno i53y LUIGI sire di BEUIL, figlio di Jacopo fonie di Sancerre e di Giovanna di Sains, grande coppiere di Francia sino dal 1533, cavaliere dell’ordine di San-Mi-cliele, governatore di Turenna, d’Anjou e di Maina, succedette nella conica di Sancerre a suo nipote Giovanni. Egli era stato ferito alla battaglia di Malignano e fatto prigione in quella di Pavia. Nel i53y mentre procedevasi alla solenne riforma degli statuti di Berri, il conte di Sancerre fu chiamalo a Bourges sulla ipotesi fosse soggetto a quelli statuii; ma sostenne al contrario che sì egli che i suoi avevano i loro propri inscritti nella raccolta di quelli di Montardis fatta nel i53i. Labbe nel suo Commentario sugli statuti del Berri dice positivamente, che la conlea di Sancerre reggeva» secondo le costituzioni di Lorris e che ciò era stato deciso da cinque decreti della corte. Nel 1544 Luigi difese per sette settimane la città di Saint-Dizier conilo Tarmala imperiale, nè la rese che con onorata capitolazione sulla fine d’agosto determinatovi anche allora da una falsa lettera del duca di Guisa inventata dalla duchessa di Etampes, 0, secondo altri, dal famoso Granvelle, che fu poi cardinale, la quale gli toglieva ogni speranza di soccorso (1). La valorosa sua difesa gli meritò il posto di capitano di cento gentiluomini della casa del re. Nel i557 combattè nella fatai battaglia di San-Quintino ; ma lungi di disperare della salvezza dello stato dopo quel terribile disastro egli si gettò in Guisa risoluto di difendere la piazza sino agli estremi. Nel i56o fu il primo, secondo Brantome, a discoprir la congiura d’Amboise. « Senza di lui e la sua » vigilanza , dice questo storico , la sedizione di Amboise (1) Questa lettera scritta in cifra e segnata con quella del duca di Guisa conteneva che il re Francesco I impietosito delle estremità a cui tro-vavansi ridotti gli assediati, ordinava al conte di Sancerre di chiedere capitolazione per quanto potesse più onorevole. Il conte adunò i principali ufficiali, nioslrò loro la lettera su cui si riconobbe la cifra del duca di Guisa * finalmente capitolò [lilonl/aticon, fllvnum. dr la Monurch. t. IV p. 3 5 •