DEI CONTI DEL VALENT. E DI DIOIS 555 zione e gli avea fatto cangiar la pelle. Ma ciò che si aggiunge, che il papa cioè fosse uno dei commensali e che avendo bevuto della stessa bottiglia sia morto, è una favola distrutta da Odorico Rainaldi, il quale prova coll’estratto di tin giornale manoscritto di quel tempo, che Alessandro morì il 18 agosto i5o3 da febbre doppia terzana che in sei giorni lo tolse di vita. La morte di questo pontefice arrestò il corso delle tirannie di suo figlio. Giulio II avendolo fatto imprigionare ad Ostia, non gli restituì la libertà se non dopo averlo costretto a consegnare tutte le piazze che si aveva usurpate. Gli permise poscia di recarsi presso Gonsalvo di Cordova, generale spagnuolo, che lo mandò in Spagna ove fu confinato in una prigione. Essendogli riuscito di scappare si rifuggì presso Giovanni d’AIbretre di Navarra, che lo impiegò nella guerra che avea con Luigi di Beaumont suo vassallo. Cesare strinse d’assedio Via-na, e rimase ucciso il 12 marzo i5c>7 lasciando un’ unica figlia di nome Luigia, qualificata duchessa di Valentinois, e maritata, i.° il 7 aprile i5i7 con Luigi II sire della Trcmoille, 2.0 il 3 febbraio i53o a Filippo di Borbone-Busset. » Quello scellerato, dice un moderno, aveva del va-» lore, della pieghevolezza e dell’intrigo; ma un solo dei » suoi attentati basterebbe a disonorar la memoria dell’uomo » più grande ». DIANA di POITIERS. L’anno 1548 il re Enrico II fece donazione a DIANA di POITIERS, sua amante, con lettere dell’ 8 ottobre, dell’usufrutto del ducato di Valentinois col titolo di duchessa. Diana, nata sul finire del 1499 da Giovanni di Poitiers signore di Saint-Vallier, era stata collocata molto giovane presso la contessa d’Angouleme madre di Francesco I, ed in seguito era entrata al servizio della regina Claudia in qualità di damigella d’onore. Il suo credito e la sua bellezza salvarono la vita a suo padre, di cui ella ottenne la grazia al momento che andava ad essere decapitato per aver seguito il partito del contestabile di Borbone ; ma non potè guarirlo dalle tristi impressioni che 1’ orror del-