DEI DUCHI DI BORBONE 397 14^5; ma il conte non rimase perciò meno attaccato agli interessi del re e della patria. L’anno 1428 nel tempo che gl’Inglesi cominciavano l’assedio d’Orleans egli raccolse la nobiltà delle sue terre, di cui formò un corpo di tremila uomini che condusse al re. L’anno dopo nel mese di febbraio sentendo a Blois che Fastol capitano inglese era partito da Parigi per trarre all’assedio d’Orleans una gran quantità di munizioni da guerra e da bocca sotto la scorta di tremila uomini, egli risolse d’intercettare questo convoglio. Dunois che fece avvertire del suo disegno, venne per raggiungerlo a Janville con una grossa truppa di cavalleria, essendo seco lui l’ammiraglio di Culant, Boussac, la Hire, Saintrailles, Graville e Verdussen. Il rincontro del convoglio si fece il 18 febbraio a Rouvroi-Saint-Denis ed i Francesi per la temerità dei subalterni furono battuti. Questa è quella che si chiama la giornata delle dispute. Dopo levato l’assedio d’Orleans il conte di Clermont accompagnò il monarca a Reims ed assistette alla sua consacrazione dov’egli rappresentava il duca di Normandia. L’anno i4^4 Carlo divenuto duca di Borbone, per la morte di suo padre, fece degl’inutili tentativi per ricuperare la contea di Clermont. Il re d’Inghilterra Enrico VI, sedicente re di Francia, lo dichiarò con lettere del 24 agosto di quest’anno decaduto da quella contea per preteso delitto di lesa maestà, e fu trasportata la proprietà e tutte le sue dipendenze ed appartenenze al famoso Giovanni Talbot. f Ree. de Colbert, voi. 52 fog. 313. ) Carlo s’impigliò P anno stesso con Filippo ii Buono duca di Borgogna , di cui aveva sposata la sorella, a motivo di certe convenzioni matrimoniali ch’egli pretendeva non fossero state adempiute. Risoluto di aver colla forza ciò che non poteva ottenere colla buona maniera entrò colle armi alla mano in Borgogna, sottomise parecchie piazze e penetrò fino nella Franca Contea; ma il duca di Borgogna avendo intese a Brusselles quelle ostilità, spedì nel Borbonese una armata che obbligò il duca a ritornare sulle sue tracce; lo assediò in Villafredda, e sul suo rifiuto di accettare battaglia essa si sparse nel Borbonese cui pose a guasto . I conti di Richemont e di Nevers essendosi allora intromessi per accomodare i partiti, si resero a Nevers dove