4*6 CRONOLOGIA STORICA essi ricomparvero l’anno dopo; ma alla vista di Momolo furono presi da spavento c acquistarono col denaro la libertà di ripassare i monti. La vergogna di tale ignominiosa ritirata lungi dallo scoraggiarli, servì loro di stimolo per fare nuovo tentativo sulla Borgogna capace di ristabilire la gloria delle loro armi. L’auno 5^4? secondo Plancher , o 5^6, secondo Pagi e Muratori, tre delle loro armate condotte da tre duci Amo, Zaban e Rodano, penetrarono nello stesso tempo in tre diversi luoghi di quel regno. Momolo pronto a riceverli, marciò prontamente cnntro esse mentre cominciavano a radunarsi, e le obbligò a ritornare in fretta nel loro paese. Dopo tali avvenimenti i Lombardi le tante volte battuti da’Francesi non pensarono più a nuovi intraprendimenti sul regno di Borgogna. Gontrano non aveva piazza marittima ne’ suoi stati e sentiva la necessità di averne una per animare il commercio de1 suoi sudditi. In conseguenza fece ricerca a Childeberto, suo nipote, re di Austrasia, della metà di Marsiglia. Avendola ottenuta pel bisogno che avea Childeberto delle sue armi per far testa a quelle di Chilperico, egli vi spedì il patrizio Dyname, il cui altero carattere non tardò molto a brigarsi col vescovo Teodoro. Annoiato dal suo insolente procedere, il prelato si portò in Austrasia alla corte di Childeberto, al quale era affezionato, per implorare la sua protezione. Childeberto libero dal timore di Chilperico, attesa la pace allora seoolui fatta, partir fece il duca Gondulfo per ritorre quella parte di Marsiglia che avea ceduta a Gontrano. Gondulfo giunto col vescovo davanti Marsiglia ne trovò chiuse le porte che per perfidia gli furono poi aperte, e col pretesto di un’amichevole conferenza avendo tratto Dyname in una chiesa vicina s’impadronì di sua persona dopo aver allontanate le sue genti e lo obbligò a prestare a Childeberto giuramento di fedeltà. Ma Gondulfo avea appena ripresa la via di Austrasia, che Dyname rientrò in Marsiglia, vi repristinò l’autorità del suo signore e la propria, e per vendicarsi di Teodoro lo fece prendere e condurre al re Gontrano. Il vescovo essendosi giustificato presso quel principe fu rimandato alla sua diocesi ov’era odiato dal clero perchè voleva introdurre delle riforme (Gregor. Tur. lib. VI cap. n).