474 CRONOLOGIA STORICA siensi dato verun moto per far valere le pretensioni delle !or mogli in tale proposito. Filippo l’Ardito, figlio e successore di San Luigi, oppose la stessa indifferenza alle sollecitazioni di sua madre, temendo da una parte di compromettersi col re Carlo suo zio e dall’altra preferendo veder l’intera Provenza nelle mani di un principe della sua casa piuttosto che una porzione di quella contea prtfsso uno straniero quale il re d’Inghilterra che avea ben troppi dominii in Francia. I papi a cui si rivolsero le due regine per averne ap- Soggio, si-sbracciarono per conciliare le parti ma inutilmente, el 1270 Giovanna contessa di Tolosa col suo testamento in data del venerdì dopo San Pietro ( luglio ) diede il contado Venosino al re Carlo di lei cognato; ma nel 1272 dopo morta Giovanna, il rp Filippo l’Ardito, senza riguardo a quella donazione, si mise in possesso di tutto il marchesato di Provenza non che d’altri beni della casa di Tolosa. D’altra parte papa Gregorio X rivendicò il contado Venosino come dominio appartenente alla santa sede. Gregorio fondavasi sul trattato del 1229 col quale il conte Raimondo VII, padre della contessa Giovanna, cedendo la contea di Tolosa al re San Luigi, aveva nel tempo stesso lasciata a papa Gregorio IX tutta la terra del Venosino. È vero però che sin dal 1234 Raimondo era entrato nel possesso del marchesato di Provenza, che ne avea goduto sino alla sua morte senza contrasto e che lo avea trasmesso col suo testamento a sua figlia. Nondimeno nel 1274 il're Filippo in una conferenza ch’ebbe con Gregorio X a Lione, gli cedette per sè e successori il contado Venosino, riserbandosi la città di Avignone che tenea in comune con Carlo d’Anjou. Questi tutto occupato a mantenersi nel suo regno di Napoli e di Sicilia, lo che non potea fare senza il soccorso della corte di Roma, non reclamò punto contra tale cessione, e i papi continuarono a godere il Contado sino al 1791 in cui fu riunito alla Francia con decreto i4 settembre. Nel 1280 la regina Margherita sempre insistendo nelle sue pretensioni sulla Provenza, ottenne dall’imperatore Rodolfo ¡’investitura di quella contea, 0 piuttosto di un quarto di essa, che diede a titolo di re d’Arles senza voler nemmeno pregiudicare ai diritti del re di Sicilia e del principe di Salerno suo figlio. E in effetto Rodolfo con lettere del