CRONOLOGIA STORICA una alleanza tra Guglielmo il Grande duca di Aquitania, e quattro conti, Arnaldo d’Angoulcme, Elia di Perigord, Bosone e Aldeberto dell’alta e bassa Marca, per togliergli il castello di Brosse. Mentr’eglino assediavano la piazza, Guido e Ademar suo figlio piombarono sovr’ essi colle loro milizie facendo grande carnificina, lo che li costrinse a levare l’assedio (Boui/. tom. X, pag. i46). Poscia Àde-mar si presentò davanti il castello del Salto, di cui impadronissi il venerdì della seconda settimana di quaresima (i.° marzo). Ma sorpreso da Ugo di Gargilasso, fu fatto prigione con cinque altri nobili, ed Ugo ritolse il castello del Salto e quello di Brosse, demolendone la torre (ii.pag. 344 e 345). L’anno 1002 al più tardi, il visconte Guido non potendo ottenere da Grimoardo vescovo di Perigueux il monastero di Brantome che gli domandava in dono, s’impadronì della sua persona e lo rinchiuse entro la torre di Li-moges. Questa prigionia destò mormorazioni, e Guido temendo una sedizione, pose in libertà il prelato sotto date condizioni. Grimoardo di ritorno citò il visconte a Boma, ove essendosi trasferito Guido, fu trattata la causa in pieno concistoro nel dì di Pasqua. È orribile il giudizio pronunciato da quel tribunale, il quale decise che chiunque osasse di por la mano su di un vescovo avesse ad attaccarsi pei piedi ad indomiti cavalli per essere trascinato e fatto in brani, indi abbandonato sulla pubblica via, facendo di questo principio l’applicazione al visconte che fu quindi tenuto in custodia sino all’esecuzione. Tre giorni però innanzi a quel terribile momento,.Grimoardo e Guido si appacificarono, e alla vigilia del giórno destinato al supplizio usciti segretamente di Boma, ritornò ciascuno a casa sua. Questa orribile sentenza fu pronunciata sotto il papa Silvestro II (il famoso Gerberto), e dice positivamente Ademar di Chabannais che egli stesso vi presiedette [Labbe, Bibl. mss. tom. II pag. 171). Convien però confessare che questo aneddoto, benché riferito da un autore pressoché contemporaneo ed ammesso per vero dalla maggior parte dei moderni, offende tanto la ve-risimiglianza, che ci è impossibile di ritenerlo per vero. Aimoino che vivea all’incirca nel medesimo tempo di Ademar di Chabannais, egli che nel suo 3.“ libro capo 5.° dei miracoli di San Benedetto, declama focosamente contra il