DEI CONTI DEL LIONESE E DI FOREZ 565 col. 1288). Ma questo favore non rese Guigues più giusto verso la chiesa di Lione. Accecato dalla sua ambizione agì contro il trattato fatto da Artaud IV coll’arcivescovo Umberto, pretese esser signore di Lione, od almeno avervi autorità preponderante, nè volle riconoscere altro signore al di sopra di lui se non il re di Francia. Eraclio di Mont-boissier, arcivescovo di Lione, ottenne nel 1157 dall’imperatore Federico I, mercè la sua bolla d’oro data in Arbois il 19 novembre, l’esarcato del regno di Borgogna con tutti i diritti regali sulla città di Lione; del che si oflese Guigues a tale ch’entrato armatamano in Lione maltrattò i partigiani del prelato, e in ispezieltà i chierici, di cui saccheggiò le case, obbligando lui stesso a procurarsi un asilo nella Certosa des Portes, donde non uscì che alla metà dell’anno dopo. Guigues continuò a molestare Eraclio sino alla morte di questo prelato, avvenuta nel n63. L’anno dopo essendosi avvisato il cancelliere dell’imperatore di far erigere una cittadella nel territorio di Lione, vi si oppose robustamente il conte di Forez, scacciò gli operai coll’ armi in mano e li minacciò di non dar loro verun quartiere se mai tornassero al lavoro. Così scrive da Sens papa Alessandro III al re Luigi il Giovine con lettera in data 3o luglio di quest’anno (Duchesnc , Scrip. frane., tom. IV, pag. 622 ). Guigues non cercava con ciò che a rendersi padrone assoluto del Lionese, nè potevano essergli più favorevoli le circostanze. Due concorrenti, dopo la morte di Eraclio, ciascuno munito di voti del capitolo, Drogone e Guizzardo. si contendevano la sede di Lione. Guigues profittò di quello scisma per rendersi padrone assoluto nella città ed impedire che nè Drogone nè Guizzardo esercitassero veruna giurisdizione temporale sul Lionese. Ma il primo, la cui elevazione prevalse per qualche tempo, avendo tratto al suo partito Girardo conte di Macon, oppose vigorosa resistenza al conte di Forez e lo trattò così bruscamente che il costrinse ad abbandonare Lione, inseguendolo anche sino nel Forez. Così osserva Guigues in una lettera da lui scritta al re Luigi il Giovine, che trovavàsi allora in Auvergne intento a sottomettere il conte Guglielmo. « Mi sorprende, 0 sire, gli disse egli, che » essendo io persona vostra per tanti titoli, eli’essendo da