284 CRONOLOGIA STORICA all’ abazia ove fece adunare il capitolo e ordinò si procedesse sull’istante all’elezione di un abate. 1 capitolari facendosi dover di obbedirgli proposero al visconte tre soggetti pregandolo ad esporre la sua opinione; al che non avendo egli nujla risposto, uno dei tre candidaci, Goffredo di Nieul, che già sapeva l’arrivo dei Clunisti. gli disse arditamente : Non ignoriamo già che voi faceste venire dei religiosi di Cluni per ¡scacciarci di qui, ina dubito che riusciate in questo vostro bel divisamento. Furibondo per queste parole il visconte prende il monaco pel vestito e coll’opera delle sue genti lo trascina fuori del monastero. Gli altri vedendo che così era trattato uno dei loro capi presero la fuga e non rimasero che i ragazzi che furono poscia dall’abate Ugo distribuiti in differenti monasteri del suo ordine, ed Ademar fatti tosto venire i Clunisti li mise in possesso dell’abazia. L’autore termina il suo racconto con un’invettiva alla violenza ed ingiustizia (Ba-Itise, Misceli, tom. VI pag. 517). Goffredo di Vigeois che scriveva un po’più tardi, parla anch’egli del cavallo dato al visconte dal cavaliere Pietro Escausier per farlo acconsentire alla introduzione dei'Clunisti in San-Marziale senza però tacciarli di veruna convenzione con Ademar; ma comunque siasi la frode 0 se così vuoisi la violenza ch’egli si permise, ottenne il suo effetto. In poco tempo si vide rifiorire il buon ordine in San-Marziale. Non fu però sempre irreprensibile la vita di Ademar che sull’esempio della più parte dei signori del suo tempo si permise ruberie, incen-dii, omicidii ed anche sacriiegii. Così confessa egli«stesso in una carta dell’anno 1074 in favor della chiesa cattedrale di Limoges. Quest’atto oltre che la confessione esprime anche il pentimento di cui si dice compreso per aver data alle fiamme la città di Limoges, attaccato il clero ed i cittadini armata mano, spogliatili dei lor beni, uccisine molti, nè risparmiati gli stessi luoghi santi; in riparazione delle quali colpe, dice egli, venne alla cattedrale a piedi nudi, s’inchinò dinanzi Dio, e domandò perdono a lui ed ai suoi santi; poscia avvicinatosi all’altare coi suoi due figli Elia c Pietro vi appese in voto un tappeto, pallium, nel quale era una carta contenente là donazione che faceva alla chiesa di Limoges di uno de’suoi allodii (Besli, Hist.