DEI Ducili DI BORBONE 407 suoi servigi. Egli si coperse di gloria alla battaglia di Mari-gnan datasi il i3 e 14 settembre i5 i5, e contribuì più di ogni altro alla vittoria che i Francesi riportaronorontra gli Svizzeri. 11 re impadronitosi di Milano il 4 ottobre susseguente, ne nominò il contestabile a viceré; ma le poche forze lasciategli per conservar quel conquisto, lo pose al pericolo di perderlo. Biuscì nullameno a respingere l’imperatore Massimiliano, ch’era entrato nel Milanese, e costringerlo a fuggire nel marzo i5i6con trecento cavalli. Questo avvenimento fu tenuto per nulla alla corte, e il contestabile fu richiamato pei raggiri della duchessa sua nemica che non ristava dallo screditare la sua condotta. Al suo ritorno trovò il re del tutto cambiato a suo riguardo. I suoi stati, le sue paghe, le sue pensioni, tutto fu rivocato; e nel 151 c) provò nuovo disastro. Marciava il re accompagnalo dal contestabile e dal duca di Alencon contra l’imperator Carlo V accampato sotto Valenciennes. Risoluto di dargli battaglia, conferì al duca di Alencon, suo cognato, il comando del -l’avanguardo che apparteneva per diritto della sua carica al contestabile. Questi s’accorse donde partiva il colpo e disse, per quanto pretendesi, che il re seguiva in ciò le impressioni di una donna che mancava egualmente di equità e di onore. Il raffreddamento che produsse questa diceria tra il monarca e lui, e l’odio suo per la duchessa, andarono maisempre aumentando. Le sue sciagure domestiche favorirono la vendetta e l’ambizione della sua rivale. Nel i52i la perdita ch’egli fece dell’unico suo figlio, nato nel luglio 1517, fu seguita da quella della sua sposa morta il 28 aprile a Chatelleraut, e questa fu l’epoca della sua rovina. Luigia di Savoja, cugina germana di Susanna, pretese succedere come più prossima erede in tutti i dominii di lei, e intentò lite al contestabile. La causa fu trattata davanti il parlamento dai tre avvocati più celebri di quel tempo alla presenza del re e della duchessa madre. Francesco di Mont-holon aringo pel contestabile, Guglielmo Poyet per la duchessa e Pietro Lizet pel re. Non fu pronunciato verun giudizio difinitivo, ma con decreto dei primi d’agosto i5i'i le parti furono citate al consiglio, e intanto temporaneamente ordinossi che tutti i beni controversi fossero posti sotto sequestro. Questo giudizio che fu autorizzato dal re