43/6 CRONOLOGIA STORICA fregiarsi ilei vano titolo d’imperatore; l’altro dell’8 delle calende di gennaio lo stesso anno del suo impero; locchè corrisponde in tutti e due all’anno di G. C. 928. Luigi lasciò da Edwige sua sposa figlia di Eduardo il Vecchio re di Inghilterra, un figlio chiamato Carlo Costantino di cui vedremo la sorte'all’articolo seguente (V. Luigi III imperatore ci? Occidente). Trovansi alcune carte dispacciate nel regno di Provenza sotto il regno di Luigi il Cieco in cui non è fatta nessuna menzione di questo regno nella data ma soltanto degli anni scorsi dalla morte di Bosone e sino all’ 897; altre in cui si computano soltanto gli anni dalla morte del-P imperatore Carlo il Grosso senza parlare di verun principe regnante in Provenza (Arch. de Cluni). UGO conte di Provenza. UGO figlio di Tibaldo conte d1 Arles e di Berta, nata da Lotario re di Lorena e da Valdrade, fu incaricato del governo del regno di Provenza in qualità di conte dall’imperatore Luigi, allorché fu privato della vista. La sua amministrazione tornò utile allo stato. L’anno 923 di concerto con Rodolfo re della Borgogna transiurana egli scacciò dalla Provenza gli Ungheri clic dall’Italia erano penetrati colà pel monte Cenisio ossia le Alpi Cozzie. Questi barbari ritornati l’anno dopo per le Alpi marittime trovarono i due principi incapaci a respingerli. Essi attraversarono impunemente la Provenza e passarono ili Linguadoca, e tuttociò clic far poterono Rodolfo ed Ugo fu di piombare- sul lor retroguardo clic tagliarono a pezzi sulle sponde del Rodano. Nel 926 Ugo sentendo che lo stesso Rodolfo dopo aver soverchiato Berengario nel regno d’Italia, rendeva malcontenti colla sua alterigia ed incostanza i signori del paese, fomentò sotto mano la loro indisposizione coll’opera di Berta sua madre, vedova in seconde nozze di Adalberto il Ricco marchese di Toscana, de’suoi fratelli uterini Guido successor di suo padre e Lambert, nonché di sua sorella Ermengarde vedova di Adalberto marchese di Ivrea. Era suo divisamente di sottrarre l’Italia all’ obbedienza di Rodolfo e farne a se