398 CRONOLOGIA STORICA fu dato fine alle querele sin dal primo giorno della conferenza. Il resto ili quel soggiorno si passò in feste e vi ebbe, dice Monstrelet, grandi apparati c giuochi; ma in mezzo a tali allegrie Carlo e i due conti approfittarono del buou umore del duca di Borgogna per disporlo a rendere la pace alla Francia. Essi vi riuscirono, e sbozzarono in.tal guisa quella grand’opera che fu consumata il 21 settembre i435 nelle celebri conferenze di Arras. Il duca di Borbone fece a tali conferenze una figura ben umiliante, e nel- lo stesso tempo molto generosa, domandando in nome del re perdono al duca di Borgogna dell’assassinio di suo padre. Ma non sostenne sempre questo carattere di fedeltà in verso Carlo VII. Nel i44o sedotto dalle istigazioni di Giorgio de la Tremolile, ministro disgraziato, il duca di Borbone formò alla corte e sotto agli occhi del re, ma col maggiore secreto, una congiura, nella quale entrava il duca di jilencon, il conte di Vendome, il conte di Dunois, il bastardo di Borbone, Autonio di Chabannes, i siri di Prie, di Chaumont, di Boucicaut, de la Roche ed altri signori, r’relendesi clic il disegno dei congiurati fosse non solamente di privare del favore dei consigli e del comando delle truppe il contestabile di Richemont ed il conte di Maine, principale ministro, .ma eziandio di ridurre il re sotto una specie di tutela e di impadronirsi del governo sotto gli auspici del delfino. Ciò che certo è eh’ essi trattennero nel loro partito questo giovine principe che si lasciò rapire a Loches dal duca di Alencon. Il re perseguitò il delfino e il suo rapitore di provincia in provincia, di città in città. Le terre del duca ili Borbone divennero specialmente il teatro della guerra. La più parte delle fortezze aprirono le loro porte ai realisti ovvero furono prese d’assalto. La celerità del monarca non lasciò bentosto più ai ribelli che la speranza di sottomettersi. Il conte d’Eu fratello uterino del duca di Borbone essendosi fatto mediatore, conchiuse ira loro la pace a condizione che il duca verrebbe in compagnia del delfino ad implorare la clemenza del re, e fu a Cusset in Auvergne eh’essi vennero a trovarlo. Nel presentarsi misero tic volte ginocchioni a terra e gridarono tre volte grazia. Bel cugino , disse il monarca al duca di Borbone, ci spiacc il jallo che ora ed altra volta avete