DEI CONTI DI PROVENZA 469 l’imperatore Federico II chiesta al papa come una dipendenza del suo regno d’Arles, non ebbe in risposta che vane parole. 11 cardinale di Sant’ Angelo, legato di santa sede e capo della crociata, s’impadronì del governo di Avignone c le diede la legge. Il conte di Provenza che non osava attaccarlo per timore delle folgori ecclesiastiche, rivolse le armi contra le città della sua contea che ricusavano obbedirgli col pretesto di non dipendere che dall’ impe- . ratore, cd il terrore che egli sparse ne sottomise parecchie, i cui nomi, tranne Castellane, non sono sino a noi pervenuti. Nel 1229 egli s’impadronì di Nizza spettante ai Genovesi, prima che questi potessero spedirvi soccorsi; indi passò a far l’assedio di Marsiglia, i cui visconti non erano al suo dire che i suoi luogo-tenenti per la città bassa. In 3uesto mezzo l’imperatore lo dichiarò decaduto dalla contea i Forcalquier e dalla signoria di Sisteron. Raimondo conte di Tolosa, a cui Federico avea conferito l’una e l’altra, giunse davanti Marsiglia e ne fece levar l’assedio ;• indi entrato nella città conchiuse 1’8 novembre del 12Ò0 cogli abitanti un trattato mercè il quale si sottomisero a lui siccome loro signore, però soltanto durante la sua vita e senza ch’egli potesse violare le leggi, le franchigie e libertà del loro comune. L’imperatore si volse contra il conte di Tolosa.riconciliandosi con quello di Provenza. Quest’ultimo nel 1234 maritò la sua primogenita Margherita con San Luigi re di Francia promettendo darle in dote diecimila marchi d’argento che corrispondono, a cinquecentoventicinquemila franchi; essendo però incerto se questa somma sia stata da lui pagata per intiero. Nel 1236 maritò pure la sua seconda figlia Eleonora col re d’Inghilterra Enrico III che ne avea fatto domanda col mezzo di solenne ambasciata. Raimondo Berengario al vedersi suocero di due possenti monarchi lusingavasi che questo titolo ispirerebbe maggior timore e rispetto alle città che ricusavano di riconoscerlo ; ma si disingannò per il fatto, poiché i Marsigliesi rigettarono con alterigia le proposizioni di accommodamento eh’ egli fece far loro dal vescovo. Egli però offeriva di approvare la forma del loro governo purché gli lasciassero alcuni diritti di regalia, quale quel- lo di coniare moneta, e che i magistrati gli contribuissero una somma annuale. Offeso dal ritiutQ dei Marsigliesi ri-