DEI CONTI IV AUVERGNE a malgrado l’ opposizione del duca di Borgogna gli venne accordata nel 1392 (Baluze , Hist. de la mais, d’ siuv. tom. I pag. i52). Mentre il duca di Berri trovavasi a Parigi diede il 9 ottobre i3g8 lettere-patenti con cui confermava in qualità di conte di Boulogne i privilegi altra volta accordati alla città di Ambletuse nel Boulogtiese dal conte Binaldo e dalla contessa Ida. Morì questo principe a Parigi nel sua palazzo di Nesle il i5 giugno 14• in età di settantasett’anni e fu sotterrato nella cappella di Bour-ges (ib.). Giovanna rimaritossi il 16 novembre susseguente e non l’anno spirato del corruccio, come asserisce un moderno, a Giorgio de la Tremolile. Col contratto di matrimonio i due sposi si fecero reciproca donazione di tutti i loro beni; ma ben presto insorta tra essi discordia, Giovanna in ¡sprezzo del seguito contratto istituì il 12 ottobre 1418 a sua unica erede Maria di Boulogne dama de la Tour di lei cugina. Ritiratasi poscia al castello di San-Sulpizio sul Tarn, ivi morì sul finir del 1422. Dopo morta fu accusata di aver fatto coniare falsa moneta nel suo castello e contratta alleanza col redi Portogallo, amico degli Inglesi. Sotto il quale pretesto gli uffiziali del re in Lin-guadoca colpirono tutti i suoi beni che teneva nella loro giurisdizione. Se non che il re Carlo VII ne die’ tosto possesso alla erede della contessa, riserbandosi però il castello eia terra di San-Sulpizio che concedette poscia a Bertrando I conte d’Auvergne (V. Giovanni conte d’Etampes). MARIA contessa d’Auvergne e di Boulogne. L’anno 1422 MARIA figlia ed unica erede di Gofred-do di Boulogne e di Giovanna di Ventadour, nipote di Roberto VII conte d’Auvergne e di Maria di Fiandra, sposa fin dal 1388 di Bertrando, V di nome, signore de la Tour, dopo la morte della contessa Giovanna II, trovandosi vedova, si pose nel reale possesso delle contee d’Auvergne e di Boulogne sì per diritto di nascita e sì in forza della donazione fatta da Giovanna. Giorgio de la Tremoille marito di Giovanna, fece valere dal canto suo il contratto matrimoniale con cui eransi reciprocamente dato, come si è detto