CRONOLOGIA STORICA Costantinopoli. Dices! che allorquando giunsero alla vista di questa capitale v’ incontrarono Raimondo conte di Tolosa che ritornava di Siria; ma d. Vaissete prova per mezzo di Guglielmo di Tiro che non fu vero quell'incontro perchè Raimondo allora era di già partito con un esercito di crociati ohe fu dai Turchi quasi interamente distrutto in Asia; nè ebbe miglior sorte quello del duca d’Aquitania. Valicato il Bosforo alla stagion delle messi provò ben presto la più crude! carestia, avendo i Turchi avuta la precauzione di appiccar il fuoco nei campi e di ostruire i pozzi e le fontane. Finalmente avendolo essi sorpreso ne fecero sì grande carnificina che quanti rimasero furono dispersi. Il duca Guglielmo trovandosi allora senza milizie, senza equipaggio e spogliato di ogni cosa continuò a piedi il suo cammino limosinando il pane e giunse con soli sei uomini in Antiochia ove fu bene accolto dal principe Tancredi. Di là recossi nella primavera seguente a raggiungere il conte di Tolosa, col quale fece 1’ assedio di Tortosa che prima di Pasqua cadde in loro potere. Guglielmo si recò a Gerusalemme per celebrare la Pasqua, indi s’imbarcò a Joppe per ritornar# in Europa; ma fu da violenta burrasca spinto alle spiaggie di Siria e sbarcò nel porto di Antiochia. Di là tornò a Gerusalemme con Tancredi nel settembre seguente per assistere il re Baldovino nell’assedio di Ascalone intrapreso da quel principe e che fu poi costretto di levare. Allora il duca s’imbarcò di nuovo e giunse ne’Suoi stati al principio del iio3, non altro recando dal suo penoso, lungo e dispendioso viaggio che vergogna e miseria. Le sciagure di questa spedizione che cantò al suo ritorno in un poema che più non esiste, non contribuirono alla riforma de’ suoi costumi eh’ erano assai dissoluti e lo divennero ancor più in seguito. Egli tolse al visconte di Chàteleraut la sua sposa Maubergeon, e non contento di trattenerla nel suo palazzo, ne fece incidere il ritratto sul suo elmo. Pietro li vescovo di Poitiers dopo averlo inutilmente ammonito sui suoi disordini, risolse nel 111/f, di solennemente scomunicarlo. Sopravvenne il duca alla chiesa mentre il prelato in mezzo a gran folla che lo attorniava cominciava a pronunciar la scomunica, e tosto ghermitolo pei capelli e colla spada in mano gli