DEI HE DI BORGOGNA 4i5 osservò fedelmente il trattato fatto tra suo padre e i Romani. L’anno 451 Ezio avendogli chiesto soccorso contra gli Unni ricevette uu corpo di truppe; ma non è vero che siasi trovato in persona alla fatai battaglia seguita l’anno stesso contra Attila nelle pianure di Catalogna. L’anno 456 Massimo, novello imperatore, volendo affezionarsi il re dei Borgognoni, lo decurò del titolo di maestro della milizia e conferì quello di patrizio a Cliilperico suo figlio primogenito. Gondioco e Chilperico marciarono l’anno stesso contra gli Svevi che sconfissero in una battaglia in cui rimase prigione il lor re Recario. 1 Borgognoni l’anno dopo rup« pero la pace con nuovi attentati che praticarono sulle terre dei Romani. Sono essi infatti quelli che devonsi sottintendere per que’ barbari che nel 457 furono dall’ imperator Majoranu al cominciar del suo regno sloggiati da Lione di cui eransi impadroniti. Ma le turbolenze che susseguirono la murte di quel principe e trascinarono in pochi anni la totale rovina dell’impero d’Occidente, agevolarono loro i mezzi, che colsero con ardore, di rifarsi delle lor perdite. Fecero anche di più : accrebbero i loro conquisti e scossero interamente il giogo de’ Romani. L’imperatore Anthemo per porli a parte de’ suoi interessi, prevenne egli stesso le loro brame col cedere ad essi la città di Lione e tutta quella porzione delle Gallie che si chiamò dappoi la Lionese germanica. Gondioco fu maisempre addetto alla fede cattolica. A lui si rivolse papa llario l’anno 465 per dar termine alla controversia insorta tra Leonzio vescovo d’Arles e San Mamerto vescovo di Vienna intorno l’ordinazione di un vescovo di Die fatta dall’ultimo a pregiudizio del primo. Nella lettera scritta a tale proposito, lo chiama per figlio e lo tratta da uomo illustre. Non avvi uniformità rapporto all’anno della sua morte. L’ab. du Bos la pone al 467, altri al 47^ ed alcuni al 476 ; lo che ci sembra il meno probabile, essendovi tutto il fondamento a credere che nel 473 Gondioco fosse già stato surrogato da suo figlio Chilperico. Oltre questi, Gondioco lasciò altri tre figli, cioè Gon-debaldo, Godomaro o Gondemaro, e Godegisele. Vuole Du-nod che la lor madre sia stata Caratene, sorella, per quanto si crede, del patrizio Ricimiero, morta dopo il marito iu