DEI CONTI E DELFINI DEL VIENNESE 535 siglia, donde approdato a Negroponte entrò nell’Asia. Dopo alcuni vantaggi riportati l’anno appresso contra quegli iute-deli gli giunse ordine dal papa di conchiudere una tregua. Allora rimise alla vela per tornare indietro, e perdette a Rodi nel marzo o aprile 13^7 la sua sposa che lo avea accompagnato. Al suo ritorno si parlò di rimaritarlo; e siccome i trattati da lui fatti colla Francia non offrivano che una successione eventuale, un tale progetto dava inquietudine a quella corona. Convenne trattar con lui di nuovo, e si giunse a legargli intieramente le mani con un ultimo trattato steso a Romans il 29 marzo ¡349; dopo del quale in solenne assemblea tenutasi il 16 luglio a Lione, presente Giovanni duca di Normandia primogenito del re di Francia, fece Umberto solenne abdicazione di tutti i suoi stati a favore di Carlo di Francia primogenito del duca di Normandia in-vcstendonelo sul punto, dandogli l’antica spada del delfi-nato e la bandiera di San Giorgio con uno scettro e un anello (Valbonnais, tom. I, pag. 349 e 35o). Il giorno stesso il nuovo delfino con atto particolare fece nelle mani del vescovo di Grenoble, rappresentante il corpo dello stato, giuramento di conservare le franchigie, costumanze e privilegi del Delfinato giusta l’ultima ordinanza stesa il i4 marzo precedente per ordine di Umberto; locchè appellasi statuto delfinalc. 11 giorno dopo Umberto ad istigazione di Giovanni Birel, generale dei Certosini, suo confessore, vesti l’abito di San Domenico. Il 23 del mese stesso Carlo rese omaggio davanti l’altar maggiore della chiesa cattedrale di Lione all’arcivescovo Enrico di Villars c al suo capitolo, colle mani strette tra quelle del prelato, di differenti parti del Delfinato che dipendevano da quella chiesa e che sono enumerate nell’atto clic fu steso di tal cerimonia. Nel 2 agosto dell’anno stesso rese un simile omaggio alla chiesa di Vienna (Ree. de Fontanieu, voi. 77), e nel dicembre susseguente fece il suo ingresso a Grenoble a cui intervenne Umberto vestito dell’abito dell’ordine (Valbou-nais, tom. I, pag. 351 ). Non era ancora solennemente stata notiziata ai sudditi l’abdicazione di Umberto; formalità che seguì il i.° febbraio i35o alla presenza dei principali signori del paese raccolti nel convento dei Domenicani di Grenoble, ai quali dichiarò Umberto con fermo e patetico dis-