DEI CONTI E DELFINI DEL VIENNESE 531 Ungheria, vedova di Luigi Ilutin re di Francia, sua zia, che Io avea istituito a sua erede universale. Di là passato a Napoli, avea sposato nel i332 Maria di Baux, figlia di Bertrando conte d’Andria e nipote del re Roberto per parte di sua madre Beatrice. Durante la sua assenza Beatrice di Viennese sua zia esercitò la reggenza del Delfinato in un coi principali signori del paese. La vittoria riportata da Guigues Vili sul conte di Savoja nel i325 a Varei, non avea ad altro servito che a mantenere le malintelligenze tra le due famiglie, a malgrado delle sollecitudini prese dalla Francia per riconciliarle. Finalmente nel 1334 arbitri scelti dall’una e l’altra parte riuscirono a fermare tra esse solida pace con trattato conchiuso il 7 maggio (Geneal. de Beaumont, tom. I, pag. 5o5). L’anno i335 il vescovo di Ginevra inquietato e turbato dal conte di Genevois, riversò nel delfino gli omaggi fattigli da esso conte pei vari castelli e signorie colà posti. L’atto è del i.° ottobre (t'alò., tom. Il, pag. 3oi). La qual concessione fu ben presto seguita dalla perdita fatta dal delfino del suo unico figlio in età di due anni e mezzo. Un’antica tradizione adottata da moderni scrittori narra che la balia del bambino 0 Io stesso delfino nel dondolarlo sovra una finestra del castello di Beauvoir in Royans, sotto cui scorreva la riviera d’Isero, il lasciò cadere nell’acqua ed ivi annegò; ma il presidente di Valbonnais contradice tale racconto non che l’epitaffio del principino di cui si assegna l’anno 1338 per data di sua morte; provando egli con un titolo della camera dei conti di Grenoble che il fanciullo morì nell'lot-tobre i335;e perchè un altro titolo dice ch’era ammalato qualche tempo prima, conchiude sia morto da quella malattia. Ma comunque sia la cosa, il padre fu inconsolabile per la sua perdita. Nel Delfinato non cravi ancora tribunale fìsso e permanente per giudicare le cause in ultima istanza. Umberto con lettere 22 febbraio 133^ (V. S. ) istituì un consiglio pel Delfinato a San-Marccllino (Falbonnais, pr., pag. 328) e tre anni dopo lo trasferì nella città di Grenoble, di cui divideva la signoria col vescovo. Guglielmo di Vienna signore di San-Giorgio formava sull’esempio dei suoi antenati pretensioni sulla città e contea di Vienna per essere,