388 CRONOLOGÍA STORICA Il monarca vedendolo deciso annnnciò agli ambascia-tori genovesi che vi sarebbe il duca di Borbone per comandante dei rinforzi che loro doveva spedire. U duca avendo frettolosamente fatti i suoi preparativi condusse per terra a Genova un’armata fioritissima composta di Francesi e d’inglesi. (La Francia era allora in pace coll’ Inghilterra. ) Di là fece vela con essa armata nel mese di giugno dello stesso anno con una flotta di ottanta vele per 1’ Africa, e sbarcò il 21 luglio, festività di S. M. Maddalena, in mezzo una grandine di freccie che gli Africani scagliavano dalla riva di rimpetto a una città che Froissart e Cristino di Pisan chiamano Africa, e che taluno dei moderni pensa esser Tunisi ed altri*Cartagine. L’assedio fu tosto messo dinanzi la piazza, clic fece la più vigorosa difesa. Ella sostenne quattro furiosi assalti ove gli assedianti furono sempre respinti con perdita. I soccorsi che il re di Bugia e di Marocco inviarono agli assediati, uniti alla mortalità prodotta nell’armata cristiana dagli ardenti calori del clima, determinarono finalmente il duca di Borbone e il suo consiglio a levar l’assedio in capo a nove settimane; ma per non perdere intieramente il frutto di tale spedizione si marciò contro l’armata nemica, la si attaccò nel'suo campo e fu posta allo sbaraglio: essa ritornò ciò nulla ostante alla carica lo stesso giorno e riportò nuova sconfìtta. La qual doppia vittoria diede motivo ad un trattato col re di Tunisi che si obbligò di restituire tutti gli schiavi cristiani, pagare una somma di diecimila besanti d’oro per le spese della guerra e non più turbare la navigazione dei Cristiani nel Mediterraneo. Tale fu il frutto di questa grande intrapresa che avrebbe avuto, secondo Froissart, un esito migliore se il sire di Coucy, uno dei capi, avesse soltanto intrapreso il viaggio sovranamente, e fosse stato di tutti il condottiere; poich’ egli aveva per se tutti i gentiluomini, e Ieri sapeva star con loro urbanamente e troppo meglio senza confrontò di quello facesse il duca di Borbone; il quale avea gran coraggio, ma maniere orgogliose e pro-suntuose, ne mai parlava cosi dolcemente e con. umiltà ai cavalieri c scudieri stranieri cóme praticava il sire di Coucy ; e fu veduto esso duca di Borbone passar la maggior parte del giorno fuori della sua tenda colle gambe