;)6 CRONOLOGIA STORICA • anno gli inviavano ambasceria come a un loro eguale. Egli tutti gii anni faceva un viaggio per divozione a Roma o a San-Jacopo di Galizia. Dice Ademar che quando arrivava alla capitale del mondo cattolico, vi era accolto cogli stessi onori e la stessa distinzione come l’imperatore* stesso. I re di Francia, di Navarra, di Spagna e d’Inghilterra non gli testificavano minor considerazione. Ogni anno gli mandavano presenti che veniano da lui ricambiati con usura. In un secolo in cui era quasi universale l’ignoranza anche tra gli stessi ecclesiastici, egli coltivò le lettere nè si coricava mai senza aver consacrate alla lettura le prime ore-di notte. I dotti trovarono in lui un novello Mecenate. Egli diede 1’ abazia di Saint-Maixent a Rinaldo cognominato per la sua saggiezza il Platone, e conferì al celebre Fulberto, poscia vescovo di Cbartres, la tesoreria di Sant’ Ilario. Era stato maritato tre volte: i.° come si disse con Almodis da cui ebbe Guglielmo che segue; 2.0 nel ioo4 al più tardi con Brisque 0 Sancia sorella e non figlia di Sanzio Guglielmo duca di Guascogna di cui fu l’erede, e che gli diede due figli, Eude duca di Guascogna e Tibaldo morto in tenera età; 3/* con Agnese figlia di Otto Guglielmo conte di Borgogna. Gli storici moderni si accordano tutti nel porre questo ultimo maritaggio al 1023, ma egli è dimeno anteriore di cinque anni, giusta una carta di Guglielmo data a favore de’Clunisti nel marzo 1018 segnata dalla co'ntessa Agnese: S. Agneiis Comitissae (Gali. Chr. nov. tom. II prob. col. 33o). Questa principessa lo fece padre di Pier Guglielmo, di Guido Gofreddo detto anche Guglielmo, e di Agnese moglie dell’imperatore Enrico III. La duchessa A-gnese sposò in seconde nozze Gofreddo Martel conte di Ven-dome e poscia d’ Anjou. E quella stessa che in una carta di donazione fatta dal suo primo sposo nel 1027 all’'abazia di Saint-Croix di Bordeaux viene chiamata Aremberge. Ma con-vien notare che questo documento non più esiste se non nel vìdimus di Enrico III re d’Inghilterra, il cui segretario non avendo veduto nell’originale che una sola A per il nome della moglie di Guglielmo, avrà probabilmente scritto Aremberge in luogo di Agnese (V. Gali. Chr. ib. col. 268). Agnese dopo la morte di Gofreddo Martel ritornò nel Poitou per ivi fermar la sua dimora, còme lo testificano molti atti da lei