DEI CONTI DI I’ERIGORD 235 fatale alla sua stirpe ed a lui stesso. Rimise però a Roberto di Rethune, luogotenente generale pel re in Guienna, alcune proteste ch’egli non intendeva se non che difendere i suoi diritti legittimi sul proprio paese senza portare alcuna offesa a quelli del re di Francia. Si sospesero anche le ostilità per mediazione di suo cugino Elia III di Talle-yrand sire di Grignols principe di Chalais ciambellano di Carlo VI e figlio di Rosone II nominato di sopra. L’anno 13g4 Arcambaldo promise sommissione verso il re e lo mantenne consegnando nelle sue mani quattro forti castelli 5 ma vedendo che il ministero di Francia lungi di entrare nelle sue viste pendeva a favore dei cittadini, ripigliò le armi. L’esercito regio comandato dal maresciallo de Boucicaut marciò contea lui. Troppo debole per tener la campagna,/gli si rinchiuse nel castello di Montagnac, ove sostenne un assedio di due mesi, ma dopo sforzi di valore fu costretto cedere alla forza e ad arrendersi. Tratto a Parigi fu dal parlamento istituito il suo processo, e qual ribelle condannato al bando con un primo decreto nel i3g5 e con un secondo nel i3g8 a perder la vita e la contea, oggetto della cupidigia del duca d’Orleans, che fingendo esternamente altri sentimenti, si dimostrò favorevole al conte dandogli denaro perchè passasse in Inghilterra, ove morì l’anno dopo. Il re non aveva potuto risolversi a permettere l’esecuzione dell’ ultimo decreto e fatto avea grazia di vita ad Arcambaldo. Luigia de Mastas fu la moglie del conte di Perigord da cui nacquero Arcambaldo, che segue, Brunis-senda moglie di Giovanni signore di Parthenai detto l’Ar-civescovo, Eleonora maritata a Giovanni di Clermont visconte d'Àunai. ARCAMBALDO VI. A malgrado il decreto di confiscazione della contea di Perigord, ARCAMRALDO la possedeva ancora prima della morte di suo padre Arcambaldo V. Il re Carlo \ I in uno de’suoi buoni momenti che consacrava sempre al bene della giustizia e dell’umanità, essendosi fatto dar conto di quell’affare, fu tocco della sorte rigorosa che si avea