DEI CONTI D’URGEL 65 ERMENGALDO III detto di BALBASTRO. L’anno io4o ERMENGALDO non avca che sett’anni quando morì suo padre al quale succedette sotto la tutela della madie. L’anno ìo/fB Vecatosi con questa principessa e con Miron suo visconte ad Urgel per celebrarvi la Pasqua, fecero parecchi doni a quella chiesa ed a’ suoi ministri ( Marca Hisp.. col. 44^ )• Ermengaldo e sua moglie Clemenza fecero l’anno 1057 con Guglielmo vescovo d’Urgel e suoi canonici lo scambio del castello di Solsone contra la metà di quello di Saint-Lezinie. L’anno dopo essendo in guerra col moro Alchagil duca di Saragozza, fece il 5 settembre un trattato di alleanza contra quel nemico con Raimondo Berengario conte di Barcellona ed Almodis sua moglie alla presenza di Guileberto vescovo di Barcellona, di Guglielmo d’Ausonne, di Guglielmo d’Urgel e di parecchi signori che soscrissero Patto ( ib. col. 1111). Rinnovato da Ermengaldo questo trattato nel 1064, parti l’anno dopo alla testa delle sue truppe per far l’assedio di Balbastro, di cui si rese padrone dopo molti sforzi. Ma poco stante egli trovò morte in mezzo ad una vittoria da lui riportata contra gl’ infedeli. Ecco come è narrata la cosa nella cronica di Maillezais. Verso quel tempo (io65) Ermengaldo conte d’ Urgel dopo parecchi trionfi riportati sui Mori ed i Saraceni, die’ loro un ultimo combattimento ov’ egli fece orrenda carnjficina di quegl’ infedeli. Ma mentre se ne ritornava vittorioso scontrò una nuova armata di Mori che da prima pose in fuga. Stanco dalle fatiche volca ancora inseguirli con piccolo manipolo de’suoi che ebbero il coraggio di accompagnarlo, ed avendoli raggiunti ne tagliò a pezzi gran numero, ma rimase ucciso egli stesso, e la sua testa fu trasportata dai Saraceni al loro re, che fallala imbalsamare, la chiuse entro una scatola d oro e la portava sempre seco nei combattimenti qual pegno di vittoria. Lasciò il figlio che segue. T. X.