DEI VISCONTI DI TURENNA 3.5 » del re eli Francia e si sottomise sì per lui che- pei suoi s) successori a condizione fossero conservati e mantenuti nelle « loro franchigie, libertà, diritti e prerogative die aveatio j) sui loro vassalli per tutta l’estensione della lor terra. Dopo » quest’epoca, aggiunge egli, la viscontea di Turcnna è stata « sempre immediatamente dipendente dalla corona sotto il » semplice omaggio di fedeltà, e mercè questo i nostri re >■> confermarono maisempre i visconti di Turenna nel godici mento dei diritti di regalia ». Sarebbe a desiderarsi che di tali asserzioni esistessero prove scritte. Ciò che havvi di certo si è che da tempo immemorabile i visconti di Tuteli na furono francati dalla dipendenza dei conti di Tolosa e di ogni altro signore, eccettuato il re, e che la loro viscontea fu sempre da quelli che scrissero sui feudi annoverata tra le gran signorie. Luigi XIV confermò tale prerogativa con sue lettere 12 maggio ¡656. E però vero che la viscontea di Turenna ricorreva in appello al bailaggio di Poitiers. ARCAMBALDO detto GAMBA-MABCIA. ARCAMBALDO visconte diComborn succedette, in virtù del suo matrimonio con Stilpicia figlia di Bernardo, al suocero Ademar nella viscontea di Turenna nonché in quelle di Ventadour e di Comborn. Sembra però che questa successione gli sia stata contrastata da Ranulfo visconte di Au-busson, al pari di lui genero di Bernardo, facendoci sapere Gofreddo di Vigeois che mentre egli voleva entrare nel castello di Turenna per prenderne possesso, gli furono per la mala disposizione di quelli -che erano al di dentro chiuse con tanta violenza le porte che gli contusero il piede in guisa che rimase zoppo per tutto il -resto dei suoi giorni, locchè il fece cognominare Gamba-marcia. In seguito però Arcambaldo e Ranulfo si riconciliarono e congiunsero le armi loro per far l’assedio del castello di Moulseau tra Ausril-lac e Tulles e non di Mucidan in Perigoni come pretende di Vallois malamente interpretando la voce latina Mulsc-donum. Questa spedizione ebbe un esito felice, ed Arcambaldo si rese famoso per molte altre imprese. Pochi erano