112 CRONOLOGIA STORICA iìglia Pcronnelle le sue terre e castella di Borgogna: Pe-ronnellae vero filiae mcaepossessioncs meas et castella (juac in Burgundia, ut proles Gerardì clucis Burgundiae, possi-cleo (Doni. Bouquet, toni. XII pag. 410)- Gerardo duca di Borgogna, di cui qui parlasi, non è altri che il famoso Gerardo di Rossiglione. Trattasi soltanto di sapere come discendessero Sa lui i duchi d’Aquitania e quali fossero le terre e castella che possedevano ili Borgogna; ma non è men certo per quel testamento eli’essi pretendevano discendere da quel duca e che godevano in Borgogna delle terre e castella che pretendevano esser loro da lui pervenute. Non ignoriamo a dir vero che quel testamento è riguardato da lìesli siccome suppositizio pretendendo che il genuino esista negli archivii ui Moustier-Neuf; tuttavolta bench’egli fosse a portata di vederlo se avesse esistito e che era delle sue parti inserirlo tra le prove della sua storia, non ne dà nemmeno la sostanza e nessuno nè avanti nè dopo di lui disse di averlo mai veduto. È dunque una mera ipotesi quella che Besli asserisce in tale proposito. Nel 1137 il duca Guglielmo si mise in via per San-Jacopo di Compostella , e al giunger colà sorpreso da violento morbo morì in chiesa il venerdì santo 9 aprile mentre cantavasi la passione, dopo aver confermato di viva voce il suo testamento alla presenza dei baroni che lo avevano accompagnato ( Doni. Bouquet, toni. XII pag. 83, 1 ig e 198). Enorrè sua moglie sorella del visconte di Chàieleraut oltre le due figlie che furono di sopra nominate, gli diede un figlio di nome Guglielmo cognominato pel suo valore 1’Ardito e che premorì a lui senza discendenza. ELEONORA e LUIGI il GIOVINE. L’anno 1137 ELEONORA primogenita di Guglielmo X ed erede del suo ducato, nata circa il ira3', sposò il 22 luglio a Bordeaux il re LUIGI il GIOVINE che la fece nel tempo stesso incoronare regina di Francia. L’ 8 agosto successivo fu egli stesso incoronato duca d’Aquita-nia in l’oitiers. Questo ducato, dice lo storico di Lingya-doca, che per uu tempo riunì alla corana mercè il suo