DEI RE DI BORGOGNA 433 Ìier assalto. Di là essendosi uniti a Carlo il Grosso che oro veniva in aiuto, scesero a Lione ove Bosone che avea passato il Rodano per opporsi alle loro conquiste non osò attenderli preferendo tenere in serbo le sue truppe per fare un colpo di mano all’occasione, di quello avventurarsi in un combattimento dove le sue forze non eguagliavano quelle dell’inimico; e si contentò di mettere una forte guarnigione in Vienna di cui confidò la difesa a sua moglie Ermengarde. Questa principessa si sostenne per lo spazio di due anni con coraggio ed abilità degna eli una eroina. E da notarsi che nessuno dei tre monarchi non videro coi propri occhi la fine di tale spedizione. Carlo il Grosso annoiato dalla lunghezza di quell’assedio, passò le Alpi sul finire dell’880 per andare a ricevere la corona imperiale a Roma. Le scorrerie dei Normanni in Fiandra ed in Pi-cardia obbligarono Luigi Panno dopo a far loro fronte. Questo principe essendo morto il 4 agosto dell’882 Car-lomano abbandonò Vienna per raccogliere la sua successione e lasciò la condotta dell’assedio a Riccardo duca di Borgogna e conte d’Autun, fratello di Bosone. Finalmente nel mese di dicembre dello stesso anno la città si arrese a Riccardo, il quale fece trarre Ermengarde sua cognata cd una figlia che aveva presso di sé prigioniere ad Àutun (Bouquet, tom. Vili). Bosone non si sgomentò punto per tale rovescio, e Carlomano tutto occupato a difendere il regno di Francia contro i Normanni, gli lasciò la facilità di ricuperare una parte di quanto gli era stato tolto. Invano Carlo il Grosso successore di Carlomano morto il 6 dicembre dell’884, incaricò Bernardo conte d’Auvergne a marciare contro di lui, poiché egli fu ucciso durante la guerra senza aver riportato verun vantaggio sopra Bosone, il quale rientrato in Vienna al principio dell’ 887 terminò il riacquisto de’ suoi stati. Questo fu il frutto della sua prudenza e del suo valore e non, come pretende un moderno, di un trattato conchiuso a Metz il i.° novembre 886 con Carlo il Grosso; trattato di cui non esiste traccia nell’antichità. Bosone godette ben poco della sua felicità essendo morto al più tardi nel mese di aprile dello stesso anno (887). Fu seppellito a San^Maurizio di Vienna. Ignorasi il nome della sua prima moglie , che Duchesne ed T. X. 28