DEI MORI DI SPAGNA truppe furono ricacciate con perdita eli i5oo uomini al principio dell’anno 716 (i3i6) presso il fiume Fortuna. I cristiani presero d’assalto le città di Cambil e di Alliawar e devastarono tutta quella frontiera. Marciò contrassi Ismaele, ma al suo avvicinarsi si ritirarono. Il re di Granata, per non perdere »1 frutto di quella campagna, pose 1’ assedio davanti a Gibilterra, cui il re di Marocco avea allora tolta ai cristiani, l’anno stesso, secondo Dorabay,dopo aver vinto ed ucciso il loro ammiraglio. Era scopo d’Ismaele di togliere al re di Marocco la facilità di tragittare d’Africa in Ispagna (1), ma i soccorsi ricevuti dalla piazza per terra e per mare obbligarono le truppe di Granata a decampare, senza arrischiare una battaglia. Frattanto l’infante don Pedro,dopo aver saccheggiato il paese tra Iaen ed i monti, era penetrato sino adHisn Al-lias ed a Pina nei dintorni di Granata, quando l’arrivo di Ismaele lo costrinse di ritornare ad Ubeda, e nella ritirata perdette una parte del suo bottino e de’ suoi prigióni. Ben presto egli rientrò negli stati di Granata, c prese d’assalto Velmez e per capitolazione Tiscar. quali perdite non abbatterono per altro il coraggio d’Ismaele, e la fortuna non tardò a indennizarlo. L’infante don Giovanni, signore di Biscaglia, geloso di divider la gloria di suo nipote don Pedro, a lui si unì. Questi due principi, dopo saccheggiate le pianure da Alcabdat (Alcaudete) sino ad Alcala la Reai, assediarono Illora,bruciandone il sobborgo, marciarono sovra Pinos,e comparvero il giorno di S. Gio: 1310 a vista di Granata. Ismaele arringò i suoi capitani; tutta la gioventù della capitale si armò a difendere il suo re, che diede il comando delle sue truppe ad un Persiano di nome Mahradjan , e si mise egli stesso alla testa di un corpo di riserva. I Cristiani, furiosamente attaccati; non poterono far fronte alla moltitudine e (1) Dietro il racconto 4; Conde, pare che Ismaele volesse strappare ad un tempo Gibilterra ai Castigliani ed agli Africani, benché quello storico nulla dica della presa di questa piazza fatta dagli ultimi. S’inganna d’ altronde citando qui Solimano re di Marocco: questo principe era morto nel 710 (i3io) e avea avuto a successore suo fratello Abu Said Othman, che regnava all’ epoca ili cui finisce la storia dell’autor arabo, tradotto da Dombajr.