DEI MORI DI SPAGNA 45 batterti. Se tu sarai vincitore, io sarò tuo prigioniero, e disporrai di me c delle mie spoglie: se tu rimarrai vinto, io sarò padrone de’tuoi stati e detterò la legge ai Mussulmani (1)». Il leggere aucsta lettera infiamma lo zelo religioso del re di Marocco, cne fece pubblicare il ghaciah. Accorsero a questo appello i soldati delle diverse tribù dell’Africa e del Magreb, ed egli li diresse tosto verso la Spagna, dopo avere incaricato suo figlio Mohammed di rispondere al Casigliano con un versetto del' Corano, in cui Dio minaccia di ridurre in polvere i suoi nemici. Yacub partì di Marocco il 18 djuinadi I 5gi (3o aprile 1195), e si recò in Algeri, ov’erasi raccolta la sua armata. Egli la fece poi imbarcare per l’Andalusia, e quando gli Al-Mo-liadi, che fermavano la sua guardia, approdarono ad Algesi-ras. vi giunse egli pure con numeroso seguito di sceicchi, veziri e fakihi il 20 redjeb (3o giugno). Ivi riposò un giorno, e noii volendo far raffreddare l’ardire delle sue truppe che ardevano d’impazienza di distinguersi nella guerra santa, accelerò la sua marcia, e senza fermarsi a Cordova si portò a fronte dell’esercito casigliano, clic avea preso posizione nella pianura e sulle alture dominanti la fortezza di Ai-Arca (2),non lungi di Calatrava. Giunto a due giornate dal campo dei cristiani, raccolse il suo consiglio, vi chiamò i capi delle truppe andalusiane,e adottò gli avvisi datigli da uno di essi ch’era incanutito nel mestiere dell’armi. Dopo aver passata in preci una parte della seguente notte, incaricò del comando generale il suo vezir Abu-Yahia ben Abu-Hafs, non riserbo per sè clic quello del retroguardo, composto degli Al-Mohadi,e diede il segnale della partenza. Il mercoledì 9 chaban 5gi (19 luglio ug5) le due armate si trovarono in presenza. Alfonso, geloso di aver so- lo l’onore di una vittoria cui lusingavasi riportare; s’ostinò a non voler aspettare i soccorsi clic gli mandavano i re di Leone e di Navarra,ed impegnò l'azione, benché con forze (1) Giusta gli storici spagnuoli, Yacub avea prima scritto al re di Ca- stiglia, lagnandosi del suo modo di fare la guerra. (3) Questa città di Ai-Arca o di Alarcos, come scrivono gli storici spagnuoli, ovvero di Al-Arak, giusta Dombay, non più esiste, a meno che non abbia cambiato di nome. Avvi bensì in Ispagna alcune città d’Aicoi, ma sono diverse da quelle di cui qui si tratta.