49» CRONOLOGIA STORICA il posto di Giletta, occupato ila 700 repubblicani eli'erano senza cannoni. Egli diede granii'aria <1 importanza a quella piccola spedizione, nell' atto che’ avvau/avasi assai lentamente per lasciar tempo alla truppa francese di ottenere vii rinforzo. Il primo giorno i Piemontesi avendo volutoav-vanzarc vennero respinti, ed ebbero moltissimi prigionieri. L'indomani 18 furono pur eglino attaccati q subirono una Totta completa: essendo altri 4°° prigioni stati inviati a Nizza. Siccome qui non più trattavasi di aumentare gli stati del re di Sardegna, ma sibbene di salvare gli Austriaci uniti ai Piemontesi, il generale de Vins dispiegò tutta la sua perizia^ colla sua condotta autorizzò altri a credere più clic mai l'inazione a lui per lo innanzi rinfacciata doversi ad istruzioni che in lui non istava nè di violare nè ili eludere. Le truppe del re di Sardegna,dopo avere sotto il comando del conte S. Andrea tentato di sorprendere il posto di Utelle, ubbidirono all'ordine di seguire gli Austrìaci e ritirarsi per prendere i quartieri d'inverno. In tal guisa si terminò per essi la campagna senza verun vantaggio. I Francesi.a malgrado quello da essi ottenuto, fecero al re proposizioni di pace particolare,che non erano da sdegnarsi; ma le ricusò Vittorio Amedeo se non vi si comprendeva la neutralità d'Italia, la quale proposizione alla Francia, avida di ilare un colpo decisivo ali' Austria nel seno della Lombardia, non poteva piacere. Per conseguenza si fecero d'ambe le parti apprestamenti per la campagna che dovea tenersi Panno seguente. Nel 1794 il barone de Vins, disgustato egualmente dei doveri che gli venivano ingiunti dalla corte di Vienna c dei rimproveri di <|uella di Torino, chiese il suo richiamo, cui non gli fu difficile ottenere. Desiderava l'arciduca Ferdinando il couiando delle truppe imperiali in Italia, ed esso gli venne senza remora accordato, associandogli però come collega il generai Wallis. Questi, dotato di talenti militari incontrastabilmente superiori a quelli dell'arciduca, fu realmente incaricato della condotta delle operazioni, non conservando l'altro se non il titolo e l'apparenza del comando. D’altra parte il conte S. Andrea, che avea comandato con discernimento e con valore i Piemonte»! nelle Alpi ma-