DEI MORI DI SPAGNA 111 mero eravi una figlia «Iella più rara bellezza, strappata dalle mani dei soldati da Mohamnicd ben Ismaele, figlio del vali di Algeziras c cugino-gcnna”') del re, con pericolo della sua stessa vita. Vedutola Isi lelc se ne invaghì, la fece portar via e la condusse nel o harem. Mohamnicd, risentito per tale oltraggio, se ne lagnò fortemente, ma il re gli ingiunse di tacersi e lo scacciò duramente dalla sua presenza. Mohainmcd, colla rabbia nel cuore, partecipò i propri disegni di vendetta ai suoi parenti ed amici, nè andò guari che vennero posti in esecuzione. Due giorni dopo il ritorno d’Ismaele a Granata, si recarono i congiurati ad aspettarlo alla porta dell’ Alliamra col pretesto di voler parlar seco al suo passare, e tosto che il videro ad uscire, av-vicinandoglisi come per salutarlo, gli menarono parecchie pugnalate, mentre gli altri cospiratori uccisero il primo visir che avea tentato difendere il suo signore. Il qual delitto fu commesso con tanta prontezza, che gli assassini ebbero tempo di sottrarsi alla vigile attività del secondo vczir,che troncar fece la testa ai loro amici. Ismaele fu trasportato alle stanze della sultana madre, ove spirò il giorno stesso 26 redjcb 725 (8 luglio 132*)) in età di 48 anni,dopo averne regnato ia e mesi 9. Fu seppellito l’indomane accanto a’suoi maggiori, e gli si eresse una tomba di marmo, su cui fu scolpito il suo epitaiio. Lasciò egli quattro figli in tenera età, Mohamnicd, Farad j, Abu’l Hedjadj e Ismaele. Il visir colla sua destrezza, fermezza e coi soccorsi de'suoi amici, seppe mandar a vuoto i progetti del capitano delle guardie, Osmano, secreto partigiano dei cospiratori, ed assicurò il trono a Mohamnicd, facendolo riconoscere a re, prima di pubblicar la morte di suq padre. 6.“ ABU ABDALLAn MOHAMMED IV.° Anno dell’egira 7*5 (di G. C. i3a5). Mohammcd non avea ancora undici anni quando venne acclamato a re di Granata. Il suo vezir. Abu'l Hacan Alì al-Moharaby e il comandante della guardia africana Abu Said Othman (1), ca- (■) Rtnrhc Othman ed Osman «eoo asjolulamralr uno Meno no- * gli storiri faglinoli noli far riano che una iota ri i